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mercoledì 22 Settembre 2021

Il virus dilaga: negli Usa è boom, picco di morti in Russia

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La pandemia torna a rialzare la testa negli Usa, dove è vaccinato solo il 60% della popolazione.
Negli Stati Uniti le persone ricoverate per il Covid 19, quasi esclusivamente non immunizzate, sono oltre 100 mila: un livello che non si vedeva dallo scorso 30 gennaio.
In salita anche le ospedalizzazioni pediatriche: 2.100, superando per la prima volta quota 2.000 da agosto 2020. Colpa della più contagiosa variante Delta, che sta facendo impennare i dati anche in altri Paesi, tra cui la Russia, che ha il più alto numero di morti in Europa: nelle ultime 24 ore sono stati accertati 820 decessi, il massimo in un solo giorno dall’inizio della pandemia.
Negli Usa gli ospedali sono sempre più sotto pressione e a corto di posti letto nei reparti di terapia intensiva anche se il numero delle vittime è più basso di quello di otto mesi fa, quando la media giornaliera era di 3.100, contro i 1.100 di oggi.

La cifra dei ricoveri è più alta nel sud, dove ogni Stato ha una media più alta di quella nazionale.
Il record spetta alla Florida, con oltre 17 mila persone in nosocomio (un numero triplicato nell’ultimo mese), seguita dal Texas, con oltre 14 mila.
Non è un caso che entrambi gli Stati siano guidati da governatori repubblicani in prima fila contro l’obbligo di mascherine e vaccini, anche a scuola: Ron DeSantis e Greg Abbott, tutti e due stretti alleati di Donald Trump e in pole nella corsa alla Casa Bianca se il tycoon non dovesse ripresentarsi.
Il Sunshine ha anche il primato nazionale dei morti per Covid: 228 al giorno, con un aumento del 613% negli ultimi sette giorni.
Ma nonostante questa tendenza drammatica, DeSantis ha accusato Biden di aver fallito nella promessa di mettere fine al virus, sostenendo che il presidente dovrebbe seguire la sua risposta al Covid, in particolare il “grande successo” nell’uso di anticorpi monoclonali, una terapia efficace e ampiamente disponibile ma che pochi stanno ricevendo.

L’aumento di casi e ricoveri allarma le autorità sanitarie.
“I numeri ora sono per molti versi peggiori di quelli dello scorso agosto, quando non avevamo un vaccino. Adesso oltre metà della popolazione è immunizzata ma le cifre vanno peggio”, ha commentato Paul Offit, membro della commissione consultiva della Food and Drug Administration (Fda), sottolineando che “la variante Delta è uno dei grandi fattori chiave”.
La speranza di Biden è che la recente autorizzazione definitiva della Fda al vaccino Pfizer contribuisca a dissipare i dubbi degli scettici e ad aumentare gli obblighi dell’immunizzazione nel mondo pubblico e privato, dalla scuole alle aziende sino alle amministrazioni locali e statali.

Molte città, da New York a Chicago, e imprese hanno già cominciato a farlo.
Alcune compagnie hanno invece previsto penalizzazioni per i dipendenti che non si vaccinano, come Delta, che farà pagare ai lavoratori no vax 200 dollari al mesi sulla loro assicurazione sanitaria per sostenere il maggior rischio finanziario per la società.

Ma il presidente punta anche a lanciare dal prossimo mese una campagna per la terza dose di vaccino almeno sei mesi dopo la somministrazione della seconda, in anticipo quindi di due mesi rispetto agli otto mesi inizialmente previsti.

L’ok della Fda è atteso per metà settembre.
Si partirà dalle persone più vulnerabili, come gli operatori sanitari, gli anziani ospitati nelle case di riposo, le persone con il sistema immunitario compromesso, i lavoratori in prima linea.

Nel frattempo nel giro di tre mesi l’agenzia Usa preposta al controllo dei farmaci dovrebbe dare il disco verde definitivo anche al vaccino di Moderna, mentre per quello di Johnson&Johnson si dovrà aspettare qualche settimana in più.

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