Il coronavirus sta mutando verso la fine, come cambia il messaggio degli artisti. Di Apostolos Apostolou

ultimo aggiornamento: 10/05/2020 ore 06:23

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Il coronavirus sta mutando verso la fine, il manifesto della vista dagli artisti. Di Apostolos Apostolou

Secondo quanto scrive Efrem Lim dell’Università statale di Arizona in uno studio pubblicato sul Journal of Virology, gli scienziati dell’Università di Arizona hanno scoperto una mutazione del nuovo coronavirus che sembra seguire lo stesso schema della Sars del 2003 e che potrebbe rappresentare un indebolimento del virus.

Si tratta, secondo Efrem Lim, di una semplice mutazione, un cambiamento che potrebbe compromettere la capacità del virus di resistere al sistema immunitario dell’organismo ospite, rendendo le infezioni più deboli e i contagi meno aggressivi. (ASU scientific team finds new, unique mutation in coronavirus study studySARS-CoV-2 mutation mirrors one found during 2003 SARS outbreak https://asunow.asu.edu/)


E Mentre il coronavirus sta mutando forse verso la fine, l’epidemia si confronta anche contro un manifesto di artisti. Leggiamo: «Duecento artisti e scienziati di tutto il mondo – fra i quali Paolo Sorrentino, Monica Bellucci, Madonna e Robert de Niro – hanno firmato un appello pubblicato oggi sul quotidiano francese Le Monde contro un “ritorno alla normalità” dopo la pandemia del coronavirus, auspicando al contrario “una trasformazione radicale” del sistema contro il “consumismo”.

“Ci sembra inimmaginabile ‘tornare alla normalità'” scrive il collettivo di artisti e scienziati nella tribuna sul quotidiano, lanciata per iniziativa dell’attrice francese Juliette Binoche e dell’astrofisico francese Aurélien Barrau.

Secondo i firmatari, la pandemia è una “tragedia” ma “la crisi ha il vantaggio di invitarci a far fronte alle domande essenziali”. “Il problema è sistemico” ritiene il gruppo di personalità, fra le quali Jane Fonda, Cate Blanchett, Marion Cotillard, Peter Brook, Marianne Faithfull. “La catastrofe ecologica in corso – si legge nel testo – fa parte di una ‘metacrisi'” poiché il “consumismo ci ha portati a negare la vita stessa: quella dei vegetali, degli animali e quella di un gran numero di umani. L’inquinamento, il riscaldamento e la distruzione degli spazi naturali portano il mondo a un punto di rottura”.


Gli artisti e gli scienziati firmatari lanciano un appello “solenne” ai “dirigenti e cittadini” a “uscire dalla logica insostenibile che ancora prevale, per lavorare a una profonda rifondazione degli obiettivi, dei valori e delle economie”. Una “trasformazione radicale si impone – scrivono – a tutti i livelli”, ma essa “non ci sarà senza un impegno massiccio e determinato” perché “è una questione di sopravvivenza, oltre che di dignità e di coerenza”.(Ansa.it).

Gli artisti che firmano il manifesto per una nuova vita sono quelli che sostengono che, liberati dal reale, si può avere un valore più reale del reale iperreale. Erano quelli che sostenevano la legge commerciabile della società e vedevano solo il valore secondo la legge del “più caro del caro”.

Erano quelli che sostenevano che c’è una regola fra gioco estetico e speculazione. Come quando non ci sono più regole del gioco estetico, cioè quando cominciano a diffondersi in tutte le direzioni valori così sterili che si perde qualunque riferimento alla legge dello scambio, mentre il mercato precipita in una speculazione senza fine.

Questi idoli sintetici, questi mutanti biologici, con ognuno che cerca il proprio look organizzando un’ estroversione senza profondità, creano una sorta di ingenuità pubblicitaria in cui ciascuno diventa l’ impresario della propria apparenza dando lezioni per un manifesto della vita.

Apostolos Apostolou
Scrittore e Docente di Filosofia

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