Identificata baby gang che terrorizza Venezia e Mestre. Brugnaro: "Abbiamo 27 nomi"
Il sindaco di Venezia conferma quanto era nei dubbi e nei timori della gente comune: sono tanti e due-tre, verosimilmente i “capi”, sono molto, molto pericolosi.

“Sappiamo chi sono. Abbiamo 27 nomi. Due o tre sono particolarmente pericolosi. Mi auguro che qualcuno paghi immediatamente e agli altri dico ripensate a quello che state facendo”.
Queste le parole oggi di Luigi Brugnaro, a margine della festa della polizia a Mestre, a proposito della “baby gang” che in questi mesi si è resa protagonista di aggressioni e rapine tra la terraferma e il centro storico.

“Il Comune – ha proseguito Brugnaro – ha attivato anche i servizi sociali per intervenire a 360 gradi, non solo dal punto di vista repressivo: vogliamo fare proposte di lavoro o altro, proveremo a dare la carota ma non c’è dubbio che arriverà anche la bastonata”.

L’ultimo episodio con un grave pestaggio risale a sabato sera ed è avvenuto a San Giacometto, nei pressi di Rialto, dove un gruppo di 20 ragazzini, tra cui alcuni minorenni, ha mandato all’ospedale cinque amici che stavano passeggiando. Una delle vittime ha riportato 40 giorni di prognosi.

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Il prefetto Vittorio Zappalorto ha già annunciato che intende incontrare i genitori di questi baby bulli, ai quali sono attribuiti almeno una dozzina di episodi: “Voglio capire se hanno fatto qualcosa, come mai sono ridotti ad avere figli che vanno in giro a fare danni e a commettere violenze – ha detto -. Poi si arriverà alla repressione, voglio capire cosa si può fare anche dal punto di vista dell’educazione”.

Le indagini sono in mano alla squadra mobile. “Qui a Venezia abbiamo un modello, quello di via Piave: risponderemo così”, ha annunciato il nuovo questore Maurizio Masciopinto, ricordando i risultati dell’inchiesta sullo spaccio a Mestre e sottolineando l’importanza della collaborazione tra le istituzioni.

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5 persone hanno commentato questa notizia

  1. Purtroppo questi ragazzi. sono il frutto di un albero malato, nato da radici che non hanno saputo nutrirli e farli crescere come persone coscienti e poi adulti responsabili. Accecati dal tutto e subito, incapaci di resistere ad ogni tentazione nel mostrarsi bulli vincenti fino a traformarsi in mostri violenti, sono il totale di una somma di comportamenti indotti non da Marte, ma da noi stessi. Ora per rimediare non resta che rieducarli portandoli a capire il male che hanno fatto, a pentirsi per non farlo mai più. Di odio ce n’è già tanto, non aumentiamolo, il male che hanno fatto quei ragazzi non deve diventare il male dell’adulto, va arginato, rivisitato, rieducato. Diversamente non ci sarà salvezza per nessuno.

  2. “vogliamo fare proposte di lavoro o altro”? risposta piuttosto scomposta e stupida. Che messaggio sarebbe? “Se lasci paralizzato un malcapitato a forza di botte ti offro un lavoro”? A che scopo? riconosciamo invece gli errori della società moderna post comunista. La colpa è dell’individuo! La società sarà corrotta quanto volete ma è poi l’individuo a fare le sue scelte. Purtroppo ragazzi così violenti non hanno speranza di capire il concetto di giusto, limite, espiazione. Questi vanno semplicemente allontanati dalla società. Ottima parte della colpa di tutto ciò è lo Stato che per eccesso di velocità ti tortura e per associazione in banda al fine di perpetrare violenza e terrore rimane a guardare con l’occhio bovino. La società funziona se esiste una autorità tangibile. tuttii e 29 vanno messi in riformatorio possibilmente in isolamento per gli9 anni che meritano e sono parecchi. Se poi un padre delle vittime ne trova uno in libertà e lo massacra ha tutta la mia comprensione e appoggio morale.

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