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[25/11] Caro Direttore, le scrivo in merito al grave fatto di sangue avvenuto in una banca vicino a Casoria (NA), in data 26 Ottobre 2010, dove uno scontro a fuoco fra malviventi e guardie giurate si è concluso con l'uccisione di un vigilantes, ridotto in fin di vita il Collega e ferito un cliente.

Dopo undici giorni di agonia e di insopportabili sofferenze, anche il cuore della seconda Guardia Giurata, il 05 Novembre 2010 si è fermato per sempre.Aggiungo la mia amarezza e il cordoglio per l’ennesima vittima del nostro settore, tra l'indifferenza delle istituzioni e dei media.

Ci sono cinquantamila “Guardie Giurate”. Quasi una polizia parallela, un esercito di guardie giurate che nessuno vuole regolamentare. Negli ultimi anni i corpi di Vigilanza Privata sono cresciuti in modo vertiginoso, oggi in Italia il numero delle imprese è di 924, con 49.137 dipendenti ed un fatturato di 2 miliardi e 400 milioni di Euro.

A dicembre 2008 è scaduto il contratto nazionale; attendiamo da anni la riforma del settore, che è regolato ancora dal regio decreto sulla pubblica sicurezza del 1931.
Compiti, spettanze e limiti della Vigilanza Privata devono essere definiti per legge, ora che il nostro impiego è così vasto e generalizzato.

Lo stato non può fare sempre finta di niente, lasciandoci privi di tutele e sicurezza, nel frattempo i nostri Colleghi continuano a morire, nell’adempimento delle loro funzioni.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

Angelo Sifrido MANCIN

Riproduzione Riservata.

 

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