Gli scontri in stazione, i no global in stile ‘Viet’

ultimo aggiornamento: 10/03/2014 ore 08:25

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scontri piazzale stazione venezia

La manifestazione del movimento dei “Forconi”, che vedeva un’ottantina di presenti provenienti soprattutto da Treviso e da Padova, appoggiata evidentemente da alcuni elementi di Forza Nuova, aveva ottenuto l’autorizzazione per manifestare alle 15.
I temi della protesta erano la crisi, la consigliera comunale Camilla Seibezzi e le nuove aperture di Orsoni («No moschea a Venezia»).

Intanto però si stavano organizzando i centri sociali. Un centinaio di loro, appostati in precedenza all’interno della Stazione, sono usciti piombando su chi stava preparando i materiali e le casse acustiche per il comizio. Erano le 14.30 e la polizia risultava ancora non schierata. L’abile scelta della tecnica di guerriglia stile ‘Viet’ produceva i primi scontri: calci, pugni, lancio di uova.


I manifestanti autorizzati hanno avuto la peggio: una donna ferita, un uomo colpito alla gamba, e Sebastiano Sartori, leader di Forza Nuova, trasportato all’ospedale civile per un colpo alla testa.

Dopo l’intervento delle forze dell’ordine che ha separato i gruppi, battaglia di megafoni in cui la contromanifestazione dei centri sociali, al grido di «fascisti e razzisti fuori da Venezia» disturbava lo schieramento avversario con intenzioni belligeranti.

Mentre “Popoli liberi” cercava di spiegare i motivi della protesta, i centri sociali cercavano il disturbo e si passava ad insulti e reciproche invettive.


Quando, verso le 17, era ormai tutto finito, una trentina di aderenti a Forza Nuova improvvisava un sit-in per protestare contro la polizia, accusata di non aver allontanato con la forza i centri sociali, non autorizzati ad alcuna manifestazione, non garantendo – di fatto – la svolgimento della protesta autorizzata.

Redazione

[09/03/2014]

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