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REFERENDUM FUSIONE COMUNI, LA PRESIDENTE PAVANELLO (ANCI VENETO): UN PROCESSO CHE PUÒ MIGLIORARE I SERVIZI. MI AUGURO CHE LE CONSULTAZIONI NON DIVENTINO UNA COMPETIZIONE POLITICA

“La fusione tra Comuni è un processo che l’Anci Veneto sostiene, da sempre, perché può rappresentare un opportunità per migliorare i servizi offerti ai cittadini. Non è nostra intenzione, però, influenzare il voto che ci auguriamo possa essere una bella pagina di democrazia con una partecipazione ampia dando il segnale dell’attenzione delle comunità al futuro dei Comuni e dei territori”.

La Presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, commenta così i referendum per i 26 comuni veneti previsto per il prossimo 16 dicembre che coinvolge quasi 83 mila cittadini che saranno chiamati ad esprimersi su una serie di fusioni finalizzate a far nascere 10 nuovi comuni.

Per i comuni istituiti a seguito di procedimento di fusione sono previste:

– l’erogazione del contributo straordinario statale per 10 anni a decorrere dalla fusione;

– nell’erogazione del contributo straordinario regionale la priorità nell’assegnazione degli spazi finanziari regionali va ai Comuni istituiti per fusione a decorrere dal 2011;

– l’esclusione dall’assoggettamento dell’obbligo associativo per i comuni istituiti mediante fusione che raggiungono una popolazione pari o superiore a 3.000 abitanti o 2000 abitanti se appartenenti a Comunita’ montane per un mandato elettorale;

– previsione di forme premiali nelle misure di incentivazione regionale;

– esclusione da vincoli per le assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite del 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente;

– subentro nei benefici, stabiliti dall’Unione europea o da leggi statali, di cui godevano gli enti estinti.

“Le fusioni – afferma la Presidente Maria Rosa Pavanello – rappresentano uno strumento per poter amministrare in modo più efficace il territorio. Infatti molti Comuni di piccola e media grandezza sono oggi in difficoltà perché hanno scarse risorse che servono per far fronte alle emergenze e non danno la possibilità di programmare e di investire. Con le fusioni si potrebbero avere più risorse a disposizione e superare le criticità dei bilanci. Infatti mettendosi insieme le amministrazioni comunali possono avere importanti vantaggi come quello di poter ottenere incentivi europei, regionali e statali. Per questo siamo sempre stati in prima fila in questi processi e lo abbiamo fatto in modo concreto supportando quei Comuni che hanno deciso di avviare i percorsi di fusione attraverso corsi di formazione ad hoc per spiegare procedure, iter e normative.”

“Mi auguro – conclude Pavanello – che i referendum non si trasformino in una competizione tra partiti perché sono una questione meramente amministrativa e di gestione perché permettono alle amministrazione di offrire servizi più efficaci e di poter fare investimenti ragionando in modo sistemico e questo senza disperdere l’identità, le tradizioni e le specificità di un territorio. Con la fusione i Comuni avranno a disposizione più risorse per le fiere, per gli eventi, per le manifestazioni e per tutte quelle azioni che riguardano il patrimonio di valori e di identità di una comunità e di un territorio. Dobbiamo mettere al centro il cittadino spiegandogli gli aspetti positivi ed i benefici di una eventuale fusione e, poi, spetterà a lui decidere”.


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