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mercoledì 22 Settembre 2021

Frozen, il regno di ghiaccio Disney che scalda i cuori. Di Sara Prian

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Era il 1943 quando Walt Disney pensò per la prima volta di adattare “La regina delle Nevi” di Andersen. Il progetto venne riposto in un cassetto per la difficoltà dell’epoca di rendere reale il paesaggio ghiacciato e i fiocchi di neve.

Ci sono voluti 70 anni perché qualcuno, Chris Buck accompagnato dalla prima regista donna al timone di un lungometraggio Disney Jennifer Lee, rispolverasse l’idea e prendesse vita nel musical “Frozen – Il regno di ghiaccio”, che mantiene inalterato lo spirito dei classici Disney, con un’animazione che avrebbe reso felice il papà di Topolino.

Dopo che Elsa è fuggita per aver trasformato tutta Arendelle in un regno di ghiaccio, toccherà alla sorella Anna ritrovarla e convincerla a riportare l’estate. Aiutata dal montanaro Kristoff, dalla renna Sven e dal pupazzo di neve Olaf, partirà in una gelida avventura piena di avversità e brutte sorprese. Quando Anna, infatti, verrà accidentalmente colpita al cuore dal gelo, solo un gesto di vero amore potrà salvarla.

Dopo Rapunzel sembrava che la Disney volesse tornare a quel cinema vivo e pieno di canzoni che ha riempito la nostra infanzia e non solo. Con “Frozen” ne abbiamo avuto la conferma: l’anima disneiana è risorta riuscendo nuovamente a toccare le corde di grandi e piccini.

I personaggi di questa nuova avventura sono assolutamente irresistibili e Chris Buck assieme a Jennifer Lee dimostrano come si possa creare un film d’animazione senza l’utilizzo di un villain vero e proprio, almeno fino alle battute finali dove, con un colpo di coda, ben celato e meno prevedibile del solito, si ribalta tutto portando alla luce il vero celato cattivo.

Qui non si parla, però, di streghe, di esseri sovrannaturali. Il nemico è reale, ingannatore e lo possiamo ritrovare nella nostra vita di tutti i giorni.
C’è un altro cattivo, inoltre, molto più subdolo e protagonista indiscusso della pellicola: la paura. E’ lei il punto focale su cui si snoda l’intera vicenda e sulla quale i due registi puntano per far presa sullo spettatore.

I protagonisti entrano subito nelle nostre simpatie proprio perché sono come noi, soffrono dei nostri stessi sentimenti e in loro aleggia costante la paura di fallire, di rimanere soli, di ferire chi ci sta accanto, di non riuscire a controllarsi, di non essere degna di quella posizione o di non essere abbastanza.

Per questo “Frozen” con canzoni divertenti, ma anche toccanti, entra immediatamente nel nostro cuore, aiutato da due nuove principesse grintose, simpatiche, che racchiudono, in due, l’essenza dell’essere femminile nel 21esimo secolo.

Il nuovo classico Disney parla d’amore, come ha sempre fatto, ma decide questa volta di dare un taglio diverso dal solito rapporto principessa-principe, salvato-salvatore, trattando quel sentimento puro che tutto può, come l’amore tra sorelle o tra amiche (dato che viene più volte sottolineato che i due termini sono sinonimi), lasciando sullo sfondo quello classico.

Così “Frozen” rompe la tradizione, per entrare nell’attuale, ma mantenendo intatto lo spirito di Walt Disney che abbiamo sempre amato, trasformando la pellicola complessivamente in una delle grandi opere a cui la Casa ci ha da sempre abituato.

Sara Prian

[21/12/2013]

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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. mi puoi essere d’aiuto?
    ho visto Frozen settimana scorsa, non mi ricordo la frase (l’amore/amicizia scalda il cuore?!) detta da Anna ad Elsa

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