Francesco Sicignano, fiaccolata e Inno di Mameli per lui che si affaccia e saluta

ultimo aggiornamento: 22/10/2015 ore 07:15

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Tre spari nella notte. Poi due individui che fuggono in strada, di corsa. Grida.
Francesco Sicignano, pensionato di 65 anni, ha appena sparato al ladro che si trovava in casa sua.
Il terzo della banda dei ladri non ce la fa: è riverso a terra, colpito al petto da un colpo di pistola. È un giovane di circa 28 anni, probabilmente di origine romena.
Lui muore nel tentativo di furto finito in tragedia, era l’apripista, quello che doveva introdursi in casa per primo.

Francesco Sicignano, avrebbe ricevuto cinque visite di ladri negli ultimi tempi.
Originario di Terracina, ma da anni ormai residente a Vaprio D’Adda, estremo lembo orientale della provincia milanese, al confine con quella bergamasca, questa volta ha reagito sentendosi minacciato, temendo per se’ e per la sua famiglia.


L’uomo ha usato la sua calibro 38 regolarmente detenuta sin dal 1994, è ora indagato a piede libero dalla Procura di Milano per omicidio volontario.
Decisione — quella del procuratore aggiunto Alberto Nobili e del pm Antonio Pastore che coordinano le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza — che ha innescato il solito giro di polemiche, dichiarazioni, e voci di sostegno ad un allargamento dell’istituto giuridico della legittima difesa.

Intanto la gente si stringe attorno al pensionato.
Solidarietà e affetto hanno fisicamente circondato ieri sera la sua villetta rosa.
Francesco Sicignano è ritenuto dall’immaginario collettivo “la vera vittima” nella vicenda.

Casa di tre piani tirati su con i sacrifici di una vita, anni spesi nel negozio di musica che l’uomo, 65 anni, ha gestito fino al ritiro dal lavoro – e che divide in più appartamenti con la moglie, uno dei suoi figli sposato con bambini e, fino a due mesi fa, sua madre – che oggi sono diventati teatro di una tragedia.


Sicignano si è intravisto la prima volta in mattinata, quando i carabinieri sono tornati per un secondo sopralluogo (dopo i rilievi iniziati in nottata notte e terminati in mattinata) affacciato sul pianerottolo delle scale esterne, circondate dal nastro degli inquirenti. Mani in tasca e volto scuro, il pensionato ha fatto solo pochi passi in direzione delle scale ed è rientrato all’interno.

Ai militari ha detto più volte di essere dispiaciuto per l’accaduto e ha ribadito “non volevo morisse”.
Lunga, nel pomeriggio, la fila di parenti e amici di famiglia che sono venuti a portare conforto a Sicignano e ai suoi parenti, tra cui la sorella: “immaginate voi come possa stare”, ha detto a denti stretti.

Francesco Sicignano si è difeso solamente però, secondo i residenti della zona che parlano di inferriate obbligatorie alle finestre, allarmi e paura per “la mancanza di provvedimenti seri nei confronti dei delinquenti”.

“Ha fatto bene”, ha dichiarato più d’uno con una punta di rabbia nella voce, “il cane a furia di prendere bastonate, reagisce e morde”, gli ha fatto eco un residente della zona.
Rassegnato e arrabbiato per la situazione un vicino ha affermato: “non vengono difesi i cittadini che pagano le tasse per pagare chi ci difende. I ladri li arrestano e poi sono
fuori, é ovvio che non ci sentiamo tranquilli”.

In serata un centinaio di persone, fra residenti e non del comune del milanese, si sono radunate nella piazza centrale ed hanno sfilato fin sotto casa del pensionato in segno di
solidarietà. “Sei uno di noi”, ha urlato la gente.
Il corteo, tricolore alla mano, ha poi intonato l’Inno di Mameli a squarciagola e quando Sicignano e famiglia sono comparsi sul balcone a salutare grati per la solidarietà, è partito un lungo applauso spontaneo.

L’uomo, barba bianca e maglione rosso, ha alzato la mano per ringraziare la piccola folla, poi ha abbracciato moglie e figlio ed è rientrato in casa.
La manifestazione era capeggiato da Riccardo De Corato e Carlo Fidanza di Fratelli D’Italia.

“L’eccesso di legittima difesa non dovrebbe esistere – ha detto Fidanza -, cosa faccio quando vedo un malvivente in casa mia, gli chiedo se ha una pistola o un coltello prima di decidere se difendermi? Sono già morto”. “Due famiglie nella tragedia”, ha sottolineato il sindaco di Vaprio D’Adda, Andrea Beretta.

Nel frattempo in relazione alla vicenda e ad altre analoghe l’eurodeputato della Lega Nord, Gianluca Buonanno ha deciso di costituire nel Comune di cui è sindaco, Borgosesia (Vercelli),
un fondo per incentivare l’acquisto da parte dei cittadini di una pistola”. “Chi lo vorrà – ha spiegato – potrà usufruire di un contributo comunale di 250 euro, pari a circa il 30% del costo di un’arma da fuoco. Voglio aumentare la capacità di difesa e la sicurezza dei miei concittadini”.

21/10/2015

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