Fincantieri riapre, operai al lavoro con le nuove regole. Riparte la grande industria

ultimo aggiornamento: 21/04/2020 ore 09:38

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Fincantieri riapre, operai al lavoro con le nuove regole. Riparte la grande industria

Fincantieri, Elettrolux, Gucci. Hanno riaperto, anche se a regime ridotto, alcune delle grandi industrie italiane, insieme a tante altre medio e piccole rimaste chiuse forzatamente per l’epidemia da coronavirus.

Ricevuti i permessi prefettizi e stipulati accordi sindacali, i produttori delle filiere autorizzate hanno riavviato il lavoro con tutte le precauzioni di sicurezza previste dai protocolli: distanza tra lavoratori, distribuzione di mascherine, guanti e gel disinfettanti.


Fincantieri ha riaperto i cancelli degli otto stabilimenti italiani con una ripresa graduale facendo entrare un decimo dei dipendenti e facendone lavorare molti da remoto.

Il Gruppo ha acquisito milioni di dispositivi di protezione da sostituire più volte nel corso del turno.

Vengono consegnati in kit a ciascun lavoratore all’ingresso, dove sono stati approntati sistemi di termoscanner per la misurazione della temperatura.


A Monfalcone, il cantiere più grande, lavorano oggi 685 dipendenti divisi in turni.

In tutto il gruppo si riparte dal lavoro di scafo. A Sestri Levante il sindaco ha dedicato un bus ai lavoratori dell’indotto dello stabilimento di Riva Trigoso, dove la Fiom ha scioperato con adesione però ridotta al 6%.

Non mancano le polemiche anche al cantiere del Muggiano (La Spezia). La Fiom ha segnalato distanza di sicurezza non rispettata negli spogliatoi e rallentamenti all’ingresso. Per l’azienda le osservazioni del sindacato sono “destituite di ogni fondamento”.

Ripresa anche per i lavoratori di Gucci, con i primi rientri nella sede di Artlab a Scandicci (Firenze) per le operazioni di prototipia per quanto riguarda pelletteria e calzature. Circa un centinaio i dipendenti coinvolti sul totale dei 1000 impegnati in ricerca e sviluppo. Attivate la misurazione della temperatura corporea e formazione del personale sulle norme igieniche, oltre a fornitura di kit anti-contagi.

Ripresa l’attività produttiva anche in alcune industrie metalmeccaniche della provincia di Pordenone. All’Electrolux di Porcìa sono state avviate le operazioni preliminari al rientro degli operai, previsto mercoledì. Un accordo prevede l’attivazione di una App per calcolare l’indice di rischio contagio del singolo dipendente in base agli spostamenti.

Cancelli aperti alla Siap di Maniago del Gruppo Carraro e centro d’eccellenza per la “ingranaggeria” di qualità: in fabbrica solo una parte dei 420 dipendenti totali. Riaperte anche quasi tutte le aziende dell’occhialeria bellunese.

Anche il Canton Ticino ha rimesso in moto i cantieri edili piu’ piccoli dopo il blocco per il coronavirus, facendo tornare al lavoro circa 1.300 dei 4.000 frontalieri italiani provenienti soprattutto da Como e Varese.

Riapertura imminente alla Whirlpool, dove è stato siglato con i sindacati un protocollo sulla sicurezza, e intesa con i rappresentanti dei lavoratori raggiunta anche alla Piaggio, anche se per la riapertura delle due e delle quattro ruote è prevedibile l’attesa almeno fino al 4 maggio.

(foto da archivio)

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