Ex poliziotto commette duplice omicidio. L’ombra di una setta

ultimo aggiornamento: 16/04/2015 ore 14:21

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auto incendiata autostrada VTNAZ

Ex poliziotto uccide la maga cubana ed anche l’amante, pensando poi di farla finita dandosi fuoco all’interno di un’auto presa a noleggio agli inizi di aprile. La tragedia dai contorni misteriosi è avvenuta ieri ad Alessandria, l’omicida è Giancarlo Bossola, ex sovrintendente delle volanti, pensionato e sembra che dietro gli omicidi ci sia l’ombra di una setta religiosa.

Abbandonato dalla moglie nel 2013, che aveva chiesto la separazione dal marito, nella vita dell’uomo era entrata Norma Rivera Ramirez, una cubana, maga santona. La donna lo avrebbe contagiato con le sue credenze religiose inducendolo prima ad allontanare la moglie e poi, nei giorni scorsi, a compiere una mattanza.


«Lei ha parlato con la divinità? – si legge nel testamento confessione di Bossola – io devo portare a compimento l’azione divina». L’omicida ha allora ucciso la convivente cubana ed è stato sempre lui a chiamare, nella notte, la questura di Genova. «Andate e troverete la mia santona morta, ma fate attenzione».

Il cadavere della donna, completamente nuda e solamente con un amuleto al collo, è stato trovato poco dopo le 23 di martedì, nel trilocale al quarto piano della palazzina in via Pascoli. Non presentava segni di violenza e solamente l’autopsia potrà fare più luce sull’accaduto.

Quando ha chiamato, l’uomo però si trovava già lontano da Alessandria, era a bordo di un’Audi e seduto sul sedile del passeggero si trovava Rosy Redolfi, l’amante. Nella macchina c’erano diverse taniche di benzina, quelle poi che hanno causato l’incendio del mezzo, trovato in fiamme lungo l’Autostrada dei Fiori, nei pressi del viadotto di Orco Feligno, poco prima di Finale Ligure.


Secondo la Polstrada sarebbe stato lo stesso Bossola a dar fuoco all’auto, ferma ad una piazzola di sosta dopo aver tamponato un’auto che la precedeva.

Nella lettera testamento lasciata sul tavolo della cucina della sua casa, l’ex poliziotto prima cita la santona, poi la «mia Rosy» e ciò che lui avrebbe dovuto fare come «strumento nelle mani delle divinità della santeria».

Sara Prian

16/04/2015

Riproduzione vietata

(foto di repertorio)

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