Politiche 2018, anche a Venezia tutto pronto. Come votare. La novità del “tagliando”

ultima modifica: 05/03/2018 ore 06:20

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Elezioni Politiche 2018, anche a Venezia tutto pronto. La novità del "tagliando"

E’ tutto pronto anche a Venezia per le consultazioni elettorali Politiche 2018. Ecco un piccolo vademecum con le informazioni per i cittadini per andare a votare.


Per votare.
L’elettore deve esibire la propria tessera elettorale al Presidente di seggio insieme ad un documento di identità non scaduto. Sono ritenuti validi: Patente, Carta d’identità e altri documenti di identificazione con fotografia. Quando vi è un cambio di sezione elettorale, la etichetta autoadesiva da applicare sulla tessera, dovrebbe esservi arrivata per posta.

A che ora votare?
I seggi, domenica, sono aperti dalle 7 alle 23.



Il tagliando antifrode.

La scheda, che custodisce ripiegata il voto espresso a matita copiativa, non va subito nell’urna appena fuori dalla cabina. Deve essere consegnata al presidente, che deve staccare il «tagliando antifrode». Novità del Rosatellum, è un codice scritto su un adesivo rimovibile sulla scheda. Il presidente di seggio lo annota prima che l’elettore entri in cabina e poi, quando questo esce, controlla che coincida. Per evitare il voto di scambio, che spesso avviene attraverso schede precompilate. Prima di inserire la scheda nell’urna il tagliando viene rimosso. Perché quello che succede nella cabina resta nella cabina.

Persone in difficoltà, “voto assistito”.
L’elettore fisicamente impossibilitato ad esprimere il voto autonomamente può farsi assistere nell’operazione del voto da persona di sua fiducia. In questo caso dovrà presentarsi all’ufficio elettorale per far apporre nella propria tessera elettorale il timbro “ADV” (diritto voto assistito).
Alla richiesta deve essere allegata una certificazione, rilasciata dal medico competente dell’Asl (Medicina legale 041/2608426), che certifichi la natura permanente dell’impedimento o, nel caso di elettore non vedente, il libretto di pensione in cui sia indicata la categoria “ciechi civili”.

Tessere elettorali deteriorate o smarrite.
Chi, all’ultimo momento, scoprisse che la sua tessera elettorale è deteriorata o proprio smarrita, deve rivolgersi alle delegazioni dell’anagrafe a seconda della propria residenza:
Ufficio Elettorale Mestre (Solo per duplicati ed etichette)
Viale Ancona 41 – 0412746729
Venezia Anagrafe (anche per Giudecca e Murano)
San Marco, 4161 – 0412748220
Lido Anagrafe
Via S. Gallo 32 – 0412720509
Pellestrina Anagrafe
Sestiere Zennari, 639 – 0415278301
Burano Anagrafe
San Martino Destro, 179 – 041730015
Mestre Anagrafe (anche per Terraglio, Carpenedo bissuola e Chirignago)
via Cappuccina, 76 – 0412746550 – 6569 – 6562
Favaro Veneto Anagrafe
Piazza Pastrello, 1 – 0412746615 – 6622
Zelarino Anagrafe
Piazzale Munaretto, 1 – 0415464339
Marghera Anagrafe
Piazza Mercato, 1 – 0412746351

Residenti all’estero.
I cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle specifiche liste elettorali, votano per corrispondenza. Quella del voto per corrispondenza è la modalità ordinaria di voto. In alternativa il cittadino italiano residente all’estero può optare per votare in Italia, presso la sezione elettorale del comune nelle cui liste elettorali è iscritto. L’opzione si esercita con una comunicazione scritta indirizzata al Consolato di residenza entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura.

Come votare.
Come si vota: se avete dubbi chiedete spiegazioni al presidente di seggio.

No al voto «disgiunto»
Aperta la scheda, è bene affrontare la complessità della legge elettorale con il massimo della semplicità possibile. Due sono, in sostanza, le modalità. Si può barrare il nome del candidato all’uninominale (così il voto va anche alla lista collegata o alla coalizione, in questo caso è diviso tra i partiti in proporzione ai risultati nel collegio). Oppure si può porre la «x» sul simbolo: il voto va anche al candidato dell’uninominale (si possono barrare nome e simbolo, ma non fa differenza). L’importante è ricordare che non è ammesso il voto disgiunto .

Cose da non fare: niente telefonino.
Per rispettare la segretezza del voto e tutelarne la libertà, è vietato portare il telefono nella cabina, così da non cedere alla tentazione di scattare una foto: «Dev’essere consegnato ai componenti del seggio. Sono previste sanzioni», si legge nelle avvertenze del Viminale. Attenzione che non è uno scherzo: due giorni fa la Cassazione lo ha ribadito, confermando un’ammenda di 15 mila euro a un 77enne fiorentino che, cinque anni fa, immortalò la scheda. Inutili le proteste dell’avvocato, che ha sottolineato come nessuno lo avesse invitato a lasciare il cellulare.

Cose da non fare: correzioni.
Se vi siete accorti di aver fatto un errore, sulla scheda, e volete porvi rimedio, non fate mai correzioni a matita. Di nessun tipo: qualsiasi segno che non sia il voto porta all’annullamento della scheda.
Se vi accorgete di aver sbagliato dovete invece chiamare, sporgendovi dalla cabina, il presidente del seggio per avere una nuova scheda. Lui verbalizzerà la vecchia tra le «deteriorate» mentre voi potrete rientrare nella cabina.

Cose da non fare: entrare nella cabina accompagnati. E i cani?
Nella cabina si deve stare da soli: si fa eccezione solo in casi di «voto assistito», mentre genitori anziani e figli minorenni non sono ammessi. E i cani? Un divieto espresso non c’è, in teoria nulla vieta di entrare al seggio col quattro zampe al guinzaglio, ma l’ultima parola spetta al presidente: è lui che può opporsi.

Paolo Pradolin

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