Dramma a Pordenone: uccide la moglie e sgozza la figlia

ultimo aggiornamento: 16/04/2015 ore 14:04

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Dramma a Pordenone: uccide la moglie e sgozza la figlia

Ennesimo caso di femminicidio, o meglio strage familiare, quello accaduto ieri a Pordenone. A. L., marocchino di 39 anni, in un raptus ha ucciso con una decina di colpi d’accetta la moglie, T.E. 30 anni, che si trovava nella sua camera da letto, poi con un coltello ha sgozzato la figlioletta Hiaba di 6 anni, che stava dormendo nella stanza accanto.

Solamente verso la bambina, l’uomo ha dimostrato un po’ di pietà: prima di andarsene ha coperto il suo volto con un lenzuolo. Il capo della Squadra mobile della Questura, Massimo Olivotto, ricostruendo l’accaduto ha spiegato: «Ha preso l’accetta che aveva in casa e, in camera da letto, ha ripetutamente colpito la moglie. Poi è andato dalla figlioletta che non si era svegliata e con un coltello da cucina le ha tagliato la gola».


Passaggi che lo stesso omicida ha raccontato al pm Federico Facchin, che lo ha interrogato per diverse ore in questura a Pordenone. È stato infatti lo stesso E.L., dopo aver compiuto il duplice omicidio, a chiamare la Polizia.

Da tempo la moglie voleva separarsi da lui, probabilmente a causa del comportamento del marito. Già cinque anni fa T.E.i si era rivolta all’associazione Voce donna di Pordenone, raccontando delle percosse subite a causa del marito, costringendola alcune volte anche a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. La donna però non aveva mai denunciato le violenze.

Solamente alcuni giorni fa, poco prima che il marito rientrasse da un viaggio in Marocco, si era accordata per trasferirsi in una struttura protetta con la bimba. La cosa poi non è andata in porto, ma i servizi sociali avevano visto che la bambina continuava ad andare a scuola e non si erano preoccupati, alcuni giorni fa però, la donna si è rivolta ai Carabinieri e a chiesto loro consigli in merito, dicendo di non voler denunciare il consorte, ma temendo che portasse la bambina in Marocco.


I militari allora, avevano convocato E.L. in caserma, lui aveva risposto di voler rimanere in Italia, minimizzando anche sulla richiesta di separazione della moglie, i Carabinieri lo aveva rilasciato invitandolo a tenere un comportamento adeguato. Così però non è accaduto e martedì il marito ha imbracciato l’accetta e compiuto il folle gesto.

Sara Prian

16/04/2015

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