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Gioca in Second Life, poi si incontrano. Religioso di 64 anni violenta 13enne

Quando avrò una crisi? Quali sono i reali stimoli della giornata che possono indurre uno stato emotivo e quali sono invece quelli da me interpretati come tali? Qual’è il mio vero io,quello stanco, timido e spento, o quello esuberante, caotico e carico di energia?

Il disturbo bipolare (o bipolarismo) è quanto c’è di più difficile da comprendere e da spiegare in psicologia e psichiatria. Ogni persona, ogni giorno, con il trascorrere delle ore, sperimenta variazioni nel tono dell’umore nella normalità della propria esistenza. Esse dipendono dalle nostre risposte fisiologiche ai fatti che il quotidiano ci propone, o meglio: alle valutazioni che diamo a questi fatti e alla predisposizione con cui le processiamo.

Le variazioni del tono dell’umore, inevitabilmente, accendono la miccia del processo che vede alla fine l’adattamento comportamentale con le espressioni delle proprie emozioni, dei propri stati d’animo. Essi escono allo scoperto fortemente tarati dalla propria personale modalità di pensiero e capacità di interagire con il mondo. Questi cambiamenti innescano risposte fisiologiche che produrranno adattamenti nei livelli di attività e di energia che soggettivamente vengono sperimentati.

Semplificando, possiamo dire che le manifestazioni di una persona rappresentano l’insieme delle caratteristiche affettive, operative e umorali che condizionano e definiscono la sua esistenza. E’ il disturbo bipolare, agendo sul tono dell’umore, a condizionare quelle manifestazioni caratterizzandole a volte anche con dimostrazioni “gravi”, come: episodi ipomaniacali, episodi maniacali veri e propri, episodi misti, spesso accompagnati da episodi depressivi maggiori.

Viene chiamato disturbo “Bi-polare” perché i cambiamenti patologici avvengono lungo le scale dei due poli, quello che comporta un innalzamento del tono dell’umore, e quello che conduce ad un abbassamento dello stesso. Questa caratteristica lo differenzia dal disturbo depressivo unipolare dove i cambiamenti umorali sono esclusivamente tendenti al calo del tono dell’umore. Ai primi segnali esso va rivelato in quanto il Bipolarismo è un disturbo serio, per questa ragione il consiglio è sempre quello di consultare professionisti specializzati, ad esempio è possibile contattare e richiedere una seduta su Guidapsicologi.it.

Riconoscere il disturbo?

Personalmente consiglio di fare raccolta di indizi. Scrivete i comportamenti, tenete un diario della persona a voi vicino che ne sospettate affetta. Gli episodi più significativi vi riveleranno ( riveleranno al professionista qualificato a cui vi rivolgerete ) l’esatta misura delle manifestazioni registrate aldilà delle singole percezioni.

Quando riconoscere l’eccesso o dove posizionare l’asticella?

Nei momenti “alti”, definiti maniacali, le persone sperimentano combinazioni di elementi: umore espanso o euforico, eccessiva felicità, eccessive gaiezza e/o espansività, ma anche umore irritabile, eccessiva rabbia o nervosismo. Spesso presenti anche un diminuito bisogno di sonno, sentimenti di grandiosità o eccessiva valutazione di se’ in senso positivo. Aumentata loquacità, affollamento di idee e di pensieri, anche nell’espressione verbale e, naturalmente, aumento del livello di energia e di attività, completano il quadro.

La linea da tenere presente è che per la persona si tratta di un aumento di energia e attività che la fa sentire bene e produttiva, mentre per gli altri si tratta di comportamenti non finalizzati, con scarsa coerenza, imprudenti e talvolta pericolosi con possibili caratteristiche deliranti (alterazione nella interpretazione della realtà).

Nei momenti “bassi” la depressione non è solo tristezza, ma una vera e propria alterazione dei meccanismi che stanno alla base degli istinti di auto-conservazione. In questo tipo di depressione la persona arriva a pensare di togliersi la vita attanagliata da atroci sensi di colpa (amplificati dalle valutazioni patologiche del disturbo).

La fase depressiva del disturbo bipolare è frequentemente caratterizzata dal predominio dell’apatia sulla tristezza, dell’inibizione psicologica sull’ansia, dell’ipersonnia sull’insonnia.

Infine, da tenere presente che l’andamento cicloide del disturbo bipolare prevede tre situazioni tipiche, non due: l’episodio depressivo, l’episodio maniacale e l’intervallo temporale – tra di essi, o prima o dopo di essi – libero da sintomi.

E per ultimo davvero: parlatene con qualcuno di qualificato, non abbiate paura di farvi consigliare.

Riproduzione Riservata.

 
Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Giornalista e conduttore radiofonico, una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Musica e teatro le sue passioni, con la sua Venezia sempre al primo posto di ogni avventura e esperienza

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