Defibrillatori obbligatori in tutti gli impianti sportivi, anche amatoriali

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Defibrillatori obbligatori in tutti gli impianti sportivi, anche amatoriali

Defibrillatori obbligatori in tutti gli impianti sportivi.

Dal primo luglio, infatti, scatterà l’obbligo della presenza di defibrillatori in tutti gli impianti sportivi, anche quelli dilettantistici.

L’obiettivo è evitare tragiche morti improvvise, come quella drammatica, in campo, nel 2012, del calciatore del Livorno Piermario Morosini, ma anche cercare di scongiurare casi nel mondo amatoriale.

L’annuncio arriva via tweet da parte del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha reso noto di aver firmato il decreto in merito di concerto con il titolare dello Sport Luca Lotti.

Le norme sono stringenti: in mancanza del defibrillatore sarà infatti impossibile svolgere attività sportive.

L’obbligo per le società e le associazioni dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo in cui svolgono le proprie attività è “un modo di rendere più sicuri e tutelati – afferma Lotti in un post su Facebook – i tanti momenti di agonismo e di esercizio fisico che si praticano ogni giorno nel nostro ricchissimo mondo dello sport non professionistico. Troppo spesso funestato da tragedie evitabili grazie alla presenza di uno strumento tecnologico che può salvare la vita.

Non sono pochi gli atleti che per tanti motivi si possono trovare in una condizione di emergenza mentre fanno sport”.

Tornano alla mente, sottolinea il ministro, “tante storie di giovani sportivi scomparsi che avrebbero potuto essere messi in salvo grazie a un defibrillatore. Ci siamo detti che avremmo dovuto fare di tutto perché non accadesse di nuovo. Abbiamo mantenuto quella promessa”.

Il decreto prevede, in particolare, che nelle società sportive dilettantistiche sia presente una persona debitamente formata all’uso del defibrillatore durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e spetta alle stesse associazioni e società accertare, prima dell’inizio delle gare, la presenza del defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo e la sua regolare manutenzione, nonché la presenza della persona debitamente formata.

Escluse dall’ambito di applicazione del decreto le attività sportive a “ridotto impegno cardiocircolatorio”, come tiro, vela, golf o bowling, nonché le attività sportive svolte al di fuori degli impianti sportivi.

Mentre per le società sportive professionistiche l’obbligo dei defibrillatori è diventato immediatamente operativo con l’adozione del decreto ministeriale Balduzzi del 2013, per le società sportive dilettantistiche tale obbligo entrerà in vigore il 1 luglio dopo essere stato già più volte differito da precedenti decreti ministeriali.

Con questo decreto, il ministero ha dunque ritenuto necessario integrare le linee guida del decreto del 2013 per meglio definire le modalità di assolvimento degli obblighi di dotazione ed impiego dei defibrillatori.

In Italia, i casi di morte cardiaca improvvisa sono circa 50mila l’anno, 1.200 al giorno. Tra questi si contano anche, secondo recenti stime, circa 1.000 giovani con meno di 35 anni e l’80% dei decessi improvvisi è attribuibile alla cardiopatia ischemica.

Secondo i cardiologi, dei 50.000 casi italiani l’anno, un quarto potrebbe salvarsi con il defibrillatore: la maggiore efficacia si registra se l’intervento viene somministrato entro 5 minuti dall’evento e ogni minuto che passa la possibilità di sopravvivere si riduce del 10%.

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