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giovedì 29 Luglio 2021

Covid, variante inglese esplode a Pescara: record di casi

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Covid, variante inglese dilaga a Pescara, record di casi registrati e terapie intensive che tornano sopra al 30% .
Si è vista un’impennata di contagi a Pescara, che ha registrato in qualche ora il record di nuovi casi.
La provincia, insieme a quella di Chieti, è da ieri in zona rossa.
Preoccupa l’area metropolitana, dove dilaga la variante inglese, a cui – secondo le ultime stime del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università di Chieti – è riconducibile il 65% dei contagi, percentuale in aumento rispetto ai giorni scorsi.
“La variante è ora dominante”, afferma il direttore della struttura, Liborio Stuppia, secondo cui nella zona serve un “lockdown duro”.
Si tratterebbe di una delle aree d’Italia in cui la variante sta circolando di più.
I nuovi casi registrati in provincia di Pescara sono 308, dato che supera il record precedente di 303 del 6 febbraio.
Dei nuovi positivi 67 hanno meno di 19 anni.
A livello provinciale, dopo Pescara c’è Chieti, con un incremento di 119 contagi (34 dei quali relativi ad under 19).
La località con più nuovi casi è Pescara, con 105 contagi.
Seguono gli altri comuni dell’area metropolitana, tra cui Montesilvano (47), Chieti (34), Cepagatti (28), Francavilla al Mare (21).
Fortissima la pressione sull’ospedale di Pescara,

dove tutta la catena di gestione dell’emergenza – dal 118 al pronto soccorso alle aree di degenza – è in tilt.
Al completo, ormai da giorni, il Covid Hospital: decine i pazienti già trasferiti in altre strutture.
Ricoverati anche 30enni e 40enni con sintomi importanti.
“La variante inglese sta letteralmente mangiando viva la precedente”, afferma Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’Università di Chieti – struttura individuata dalla Regione Abruzzo per il sequenziamento del virus – per provare a spiegare il fenomeno.
“Difficile individuare le cause, ma la variante cresce in modo esponenziale e sta diventando dominante.
Le decisioni finali spettano alla politica, ma in questa zona servirebbe un lockdown duro“, conclude.
A livello regionale i nuovi casi sono 533.
Sono emersi dall’analisi di 3.367 tamponi molecolari: è risultato positivo il 15,83% dei campioni.
Per vedere percentuali così alte bisogna tornare indietro alla metà di novembre 2020, ai giorni più duri della seconda ondata.
Dodici i decessi, che fanno salire il bilancio delle vittime a 1.575.
I nuovi positivi hanno età compresa tra 4 mesi e 97 anni.
Quelli con meno di 19 anni sono 125:

11 in provincia dell’Aquila, 67 in provincia di Pescara, 34 in provincia di Chieti e 13 in provincia di Teramo.
I dodici decessi riguardano persone di età compresa tra 73 e 88 anni: due in provincia di Chieti, due in provincia dell’Aquila, cinque in provincia di Teramo e tre in provincia di Pescara.
Aumentano rapidamente gli attualmente positivi al virus, che sfiorano quota 12mila: sono 329 in più, per un totale di 11.977 persone.
Il tasso di occupazione delle terapie intensive raggiunge la soglia di allarme del 30%: alla luce dell’ultimo aggiornamento sono occupati 57 posti letto, pari al 30,16% dei 189 complessivamente disponibili nelle quattro Asl.
La regione era al di sotto del valore limite ormai da due mesi, ma con il repentino aumento dei contagi degli ultimi giorni cresce anche il numero dei pazienti più gravi.
In particolare, 537 pazienti (-10 rispetto a ieri) sono in terapia non intensiva e 57 – cinque in più rispetto a ieri, al netto di decessi, dimissioni e nove nuovi ricoveri – sono in terapia intensiva.
Gli altri 11.383 (+334) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.


(foto da archivio)

[covid, Pescara, variante inglese]

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