Coronavirus: tace sui sintomi e contagia equipe di medici. Rischia 12 anni di carcere

ultimo aggiornamento: 16/03/2020 ore 21:22

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Coronavirus: tace sui sintomi e contagia equipe di medici. Rischia 12 anni di carcere

Doveva sottoporsi a rinoplastica ma era influenzato ed ha pensato bene di tacerlo, così non si è scoperto in tempo il coronavirus. L’uomo ha così nascosto i suoi sintomi influenzali ai sanitari per paura di un rinvio dell’intervento ed era pronto a sottoporsi ad una “ordinaria” operazione al naso. Ma in sala pre operatoria l’anestesista si è accorto che qualcosa non andava, notando un rialzo della temperatura corporea.

Il paziente è così stato sottoposto al tampone per il Covid-19, risultato positivo, quindi dimesso e confinato all’isolamento domiciliare. Ma nel frattempo ha contagiato lo stesso anestesista, il chirurgo e l’infermiere.


Sui fatti, avvenuti a metà della scorsa settimana all’ospedale Parini di Aosta, la procura potrebbe presto aprire un fascicolo. Le possibili ipotesi di reato vanno, in astratto, dalle lesioni personali colpose fino all’epidemia colposa che prevede una pena fino a 12 anni di carcere.

L’uomo aveva lavorato nelle scorse settimane in una località turistica della bassa Valle d’Aosta, venendo a contatto con molti turisti lombardi. Da giorni aveva una lieve tosse e un bruciore agli occhi. Sintomi che non aveva riferito ai sanitari, temendo che l’operazione programmata da tempo potesse essere rinviata, come poi avvenuto.

Doveva essere sottoposto a una rinosettoplastica, un intervento “assolutamente non urgente, che poteva tranquillamente essere rinviato”, spiega un altro chirurgo: si tratta di una rinoplastica, che ha finalità estetica, associata a una settoplastica, che ha un obiettivo terapeutico, rivolgendosi a persone con deviazione del setto nasale.


Intanto aumentano i casi di contagio anche tra i medici e il resto del personale sanitario dell’Usl della Valle d’Aosta. Su tutti spicca il nome del commissario dell’azienda sanitaria, Angelo Pescarmona, risultato positivo dal 15 marzo. E’ in isolamento domiciliare e le sue condizioni non destano preoccupazione.

E il sindacato Anaao Assomed lancia l’allarme e chiede un attento monitoraggio della salute del personale in prima linea, anche attraverso la somministrazione dei tamponi. “Il carico lavorativo è aumentato le difficoltà sono maggiori per garantire i servizi”, spiega il segretario regionale, Riccardo Brachet Contul. “E’ necessario che si continui a monitorare lo stato di salute dei lavoratori medici, infermieri e tutti i sanitari, – aggiunge – per consentirci di adottare tutte le misure di prevenzione che sono state comunque prese e che dovranno in futuro essere implementate per far sì che l’ospedale di Aosta funzioni”.

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