Coronavirus, Fase 2: ecco la rivoluzione nei trasporti

ultimo aggiornamento: 26/04/2020 ore 08:00

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Coronavirus, Fase 2: ecco la rivoluzione nei trasporti

In pratica, anche il mondo del lavoro sarà scombinato perché il mondo dei trasporti verrà sconquassato. Bisognerà dimenticarsi le vecchie maniere di viaggiare, di qualsiasi mezzo si parli e i vecchi orari al lavoro negli uffici, per fare un esempio.

Termoscanner in tutti gli aeroporti e le stazioni, grandi e piccole, distanziamento e mascherine nei mezzi di trasporto collettivo con obbligo sugli aerei. Ma anche prolungamento degli orari di apertura degli uffici e dei servizi pubblici per evitare il sovraffollamento nelle ore di punta, biglietti sempre più elettronici e meno cartacei, contingentamento degli accessi nelle stazioni e negli scali.


Si parla sempre di misure per la prevenzione del coronavirus e queste sono le prime misure allo studio con cui prende forma la ‘fase due’ dei trasporti, che oltre a cambiare le abitudini di milioni di lavoratori, sarà anche il primo vero banco di prova della ripartenza. E “lo Stato”, spiega la ministra delle infrastrutture Paola De Micheli “si farà carico di compensare una parte della mancata bigliettazione che le aziende hanno avuto sia nella fase acuta, quindi marzo e aprile, ma è evidente che avranno questo problema per tutto il periodo fino a quanto non torneremo ad una ragionevole normalità”.

Le nuove misure, che sono emerse anche dal confronto tra la ministra dei trasporti Paola De Micheli e le parti sociali, sono attese nel dpcm sulle riaperture, in parte sottoforma di articoli che integrano il protocollo del 20 marzo (che viene allegato al dpcm) e in parte come linee guida del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

“Aiuteremo nelle prossime settimane a rendere sempre più elettronica la bigliettazione e stiamo ragionando per aiutare le aziende a calcolare sulla capacità di riempimento dei mezzi”, ha detto la ministra, aggiungendo che il Governo sta ragionando anche su un “modello di organizzazione del lavoro che preveda differenziazioni di orari di accesso soprattutto”.


“Anticiperemo delle risorse per incentivare la mobilità alternative. Modificheremo il codice strada per permettere ai comuni di costruire rapidamente nuove piste ciclabili”.

Tra le novità, ci sarebbe l’introduzione di termoscanner non solo nelle grandi stazioni e negli hub aeroportuali, ma in tutte le stazioni e gli aeroporti del paese.

Inoltre, verrebbe previsto per i mezzi di trasporto collettivo (dai treni alle navi, dagli aerei a bus e metro) l’obbligo sia del distanziamento sociale che della mascherina, che non saranno quindi in alternativa fra loro.

Rimarrebbe invece sospeso almeno all’inizio il servizio di ristorazione e bar sui treni a lunga percorrenza e nelle stazioni, in attesa di sciogliere il nodo sulla riapertura di queste attività.

Inoltre, per risolvere il problema delle ore di punta, che affliggono soprattutto le grandi città, è previsto il prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e dei servizi pubblici, con rimodulazione dell’orario di lavoro anche in termini di maggiore flessibilità.

Particolarmente delicato poi, il nodo del trasporto pubblico non di linea, per il quale si punta a diverse misure per impedire il diffondersi del coronavirus. Si va dal contingentamento degli accessi sui mezzi e nelle stazioni, porti e aeroporti, alla vendita di biglietti con sistemi telematici o self-service (o, in assenza, di modalità che garantiscano la distanza di almeno un metro tra addetto alla vendita e utente).

Previsti inoltre specifici piani per limitare le occasioni di contatto nella fase di salita e discesa dal mezzo di trasporto, così come nelle aree destinate alla sosta dei passeggeri e durante l’attesa del mezzo nelle stazioni, negli aeroporti e nei porti.

Verranno installati dispenser di disinfettanti per i passeggeri sui mezzi a lunga percorrenza, ma anche nelle stazioni, negli aeroporti e nei porti.

Inoltre, verranno forniti dispositivi di protezione al personale viaggiante e quello impiegato in attività a diretto contatto con il pubblico e si prevedono misure organizzative nei luoghi di lavoro per assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

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