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Coin abbandona. Proverà comunque a non lasciare Venezia. Il documento ufficiale della resa

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E’ definitivo: Coin di Venezia (San Giovanni Grisostomo), lascia. La proprietà ha presentato una richiesta di aumento d’affitto cinque volte superiore al canone attuale. Un muro invalicabile, nonostante le quotazioni “dei muri” a Venezia.

Ed ora le domande ricorrenti sono: che fine faranno i dipendenti? Che attività si instaurerà a due passi di Campo San Bartolomeo?

Qui sotto il documento ufficiale che decreta la resa.

Venezia, 19 febbraio 2018 – In riferimento al rinnovo del contratto di locazione della sede che ospita Coin Excelsior a Venezia (in scadenza il 28 febbraio prossimo), Coin srl prende atto che non vi sono le condizioni per una prosecuzione della trattativa. A fronte della richiesta di aumentare il canone di circa cinque volte rispetto alla cifra stabilita dall’attuale contratto, e nonostante i ripetuti tentativi da parte di Coin srl di raggiungere un’intesa, la proprietà non si è dimostrata disponibile ad individuare una soluzione.

La rinuncia da parte della proprietà ad un confronto diretto con i massimi rappresentanti dell’azienda, inoltre, dimostra ulteriormente l’intenzionalità a non pervenire ad alcun accordo diverso da quello proposto.

Coin, presente a Venezia nel building di Cannaregio da decenni, rimarca ancora una volta la volontà di rimanere in città. Il premium department store Coin Excelsior, inaugurato a settembre 2015 e che occupa attualmente 90 persone, è in grado di sostenere un sostanziale aumento del canone di locazione, ma di certo non può tollerare un investimento cinque volte maggiore.

Coin srl ringrazia l’Amministrazione Comunale di Venezia e l’Assessorato Regionale al Lavoro – con il quale si è appena concluso un incontro – per l’impegno profuso per trovare una soluzione, assieme all’Azienda, al fine di garantire il presente ed il futuro dei collaboratori e di rimanere a Venezia, città che rappresenta l’origine stessa del marchio Coin.

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Non so proprio dove andremo a finire! Dovrebbero mettere dei limiti agli affitti dei negozi altrimenti chiuderanno anche quei pochi che sono rimasti x fare spazio solo ai negozi con merce da 1 euro o souvenir di vetro e varie altre cianfrusaglie spacciate Made in Italy che della nostra città non hanno niente. Povera Venezia.

  2. Sembra piuttosto una guerra di famiglia: la società proprietaria dell’ immobile in questione è controllata da una certa Carla Coin !!!!!!!!9

  3. E veramente una vergogna che questo succeda…La propriretà dovrebbe capire che c’è un limite alle richieste..COSA INTENDONO APRIRE ALTRI NEGOZI CINESI???

  4. A integrazione del mio commento vorrei precisare che Coin srl non é la famiglia Coin, ma una societá che ha acquistato il marchio Coin per Coin Excelsior. La proprietá dell’immobile é di un erede della famiglia Coin originaria.

  5. I Coin erano dei poveracci con un banchetto di stracci sulla riviera del Brenta. Poi la guerra, il mercato nero del dopoguerra con provviste americane abbandonate e poi amministrate dalla Pontificia Opera di assistenza. Da qui l’inizio della fortuna dei nuovi ricchi che oggi dimenticano il passato per continuare ad arricchirsi senza guardare in faccia nessuno. Ma al mattino devono purtroppo guardare in faccia se stessi allo specchio.

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