Caos prenotazioni all’Ulss 3 Serenissima, c’è chi sceglie la sanità privata

ultimo aggiornamento: 29/06/2020 ore 19:02

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Ulss 3 Serenissima, assemblea sindacati per le gravi carenze di organico

Sul fronte del caos sulle prenotazioni di visite mediche, l’Ulss 3 Serenissima risponde alla pioggia di critiche che sono arrivate con il ritorno all’attività “normale”.

Come noto, nei giorni scorsi migliaia di utenti non sono riusciti ad accedere al servizio, ad esempio restando ore al telefono per tentare di parlare con un operatore per poi, dopo lunghe attese, sentire “cadere la linea” quando finalmente era arrivato il loro turno telefonico. La vicenda è stata ampiamente riportata dalla stampa locale ieri e oggi.

Disagi prevedibili e ora noti, come sottolinea la Cgil, che non sono stati affrontati e risolti. Come quello, ad esempio, delle telefonate ‘a pagamento’ per il paziente. Chiamando Chioggia per una prenotazione, per il fatto di dire “Pronto…?” qualcuno guadagna con lo ‘scatto alla risposta’.

L’Ulss 3 intanto ha fatto sapere che:

“Come più volte ribadito in questi giorni, l’Ulss 3 Serenissima ha messo in campo tutte le strategie per far fronte al raddoppio delle chiamate ai call center del Cup, arrivate con l’affievolirsi dell’emergenza epidemiologica. La congestione del traffico telefonico è dovuta soprattutto al fenomeno delle chiamate ripetute da parte degli utenti, che non trovando immediatamente risposta effettuano a distanza di pochi minuti numerose telefonate. Al raddoppio delle telefonate si è risposto raddoppiando (in alcuni casi triplicando) le linee telefoniche, da 105 a 270, e aumentando il personale all’altro capo del telefono. Le linee telefoniche bidirezionali attive sono passate da 60 a 120 nel distretto di Venezia-Mestre, con 43 operatori disponibili; da 30 a 90 nel distretto di Mirano-Dolo, con 32 operatori in campo; da 15 a 60 nel distretto di Chioggia.

Una volta presa la linea, un nuovo messaggio raccomanda ora agli utenti, nel caso in cui non riescano a parlare subito con l’operatore, di lasciare il loro recapito telefonico senza effettuare ulteriori telefonate: l’Ulss si impegna a ricontattarli tutti entro massimo 48 ore”.

Nell’attesa di verificare che tutto sia finalmente funzionale ai bisogni di visite ed esami dei malati, sarebbe interessante capire come mai il normale afflusso “post-Covid” non fosse stato previsto.
Ormai si può dire che tutte le normali attività sono tornate all’operatività con i rispettivi clienti-utenti. Non si capisce perché in Ulss non si pensava dovesse succedere alle prestazioni sanitarie da prenotare.

Anzi, viene stato fatto notare: dopo la sospensione di tutte le attività durante il lockdown, era ampiamente prevedibile, che in fase di ripresa, alle nuove richieste per visite si sarebbero sommate le vecchie sospese per l’emergenza sanitaria.

Il servizio delle prenotazioni è appaltato da molti anni, per l’Ulss non dovrebbe essere stato un grande problema dare istruzioni ad una ditta esterna. L’azienda sanitaria può contare su una vasta schiera di direttori, responsabili, coordinatori, ecc, tutti preparati e competenti, non si comprende quindi come mai si attendano con sprovvedutezza eventi ampiamente prevedibili per poi porvi rimedio.

L’Ulss 3 Serenissima fa inoltre sapere che:

“È stata comunque riaperta per gli utenti anche la via tradizionale della prenotazione agli sportelli, sia nelle sedi ospedaliere che in quelle distrettuali. Da ieri, negli orari di apertura, si può accedere liberamente agli sportelli senza la necessità di prenotare un appuntamento. Solo all’Ospedale dell’Angelo, stamattina (martedì, ndr), sono state effettuate 258 prenotazioni e 299 operazioni di cassa. Sette gli operatori presenti”.

258 prenotazioni – si può riflettere – diviso 7 operatori in servizio fanno 36 prenotazioni a testa. Spalmate su 10 ore (l’orario è 08-18) fanno 3,6 prenotazioni fatte da ogni operatore in un’ora. Forse qualche margine di miglioramento ci sarebbe anche su questo fronte.

In uno scenario del genere pende un arretrato di oltre 50.000 visite e prenotazioni di prestazioni da recuperare perché sospese o congelate causa Covid. Ad esse si sommano le nuove richieste di persone che stanno male o hanno bisogno per esigenze emerse negli ultimi tempi.

La strada vista come unica soluzione da molti? Il ricorso al privato.
Visita ottenuta in tempi brevi senza disguidi o disservizi, per così dire: appuntamento sicuro in pochi giorni a fronte di una spesa media di 100-200 euro.

E’ molto, ma nemmeno il ticket del SSN è gratis. Anzi.
Con tutte le incertezze di cui sopra.

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Una persona ha commentato

  1. Buona sera ho letto la notizia sulle prenotazioni di visite. Volevo fare presente che ho tentato di fare una prenotazione con ticket, purtroppo non ho avuto risposta né sono stata richiamata. Guarda caso ho provato a chiamare per prenotazione privata ed hanno risposta immediatamente. Una vergogna. Questo è successo con ulss di camposampiero.

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