Borseggiatrici fermate in albergo, una aveva il denaro nascosto… lì

ultimo aggiornamento: 03/02/2015 ore 18:54

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Domenica scorsa, nell’ambito di mirati servizi finalizzati al contrasto dei furti con destrezza da parte di bande specializzate, i Carabinieri della Compagnia di Mestre hanno proceduto al controllo di alcune donne di etnia Rom già note alle forze dell’Ordine, fermate nei pressi della struttura ricettiva dove alloggiavano, al termine della loro mattinata di “lavoro”.

Dopo una prolungata attività di monitoraggio dei movimenti sospetti di alcuni soggetti, fra cui soprattutto donne in stato di gravidanza, già gravate da numerosi precedenti penali per furti e ricettazione, personale in borghese del Nucleo Operativo ha vestito i panni di addetti in servizio nel hotel presso cui le stesse alloggiavano già da qualche giorno ed è intervenuto nel momento in cui le stesse stavano chiamando un taxi per abbandonare la struttura per fare probabilmente rientro nei rispettivi campi di origine situati a Roma, Genova e Milano, al termine di quello che poteva essere un fruttuoso weekend.

Una di queste, S.L., era stata poco prima controllata all’interno della stazione ferroviaria di Venezia – Santa Lucia in quanto segnalata per alcuni movimenti sospetti a ridosso di inconsapevoli turisti, mentre la seconda delle cinque, all’atto della perquisizione, simulava dolori per eludere i controlli. Dopo essere stata trasportata presso l’Ospedale di Mestre e sottoposta ad accertamenti, il personale medico rinveniva occultata nelle parti intime della stessa un’ingente quantità di denaro contante anche in valuta straniera debitamente confezionata e con tutta probabilità nascosta poco prima nell’intimità della toilette dell’hotel, approfittando dell’assenza di occhi indiscreti, dopo il blitz a sorpresa dei militari. Ma uno dei militari aveva notato che la stessa, prima di andare in bagno, aveva trafugato una busta trasparente da ufficio dal bancone della reception, e non trovandola successivamente nè addosso né abbandonata nel locale appena visitato, ove precedentemente era stato peraltro disattivato lo scarico da parte degli operatori, si sono ulteriormente insospettiti.


In totale sono stati sequestrati circa 4000 Euro, 1400 Dollari statunitensi, 1100 Yuan cinesi, 500 fiorini ungheresi, circa 600 Reals brasiliani e 160 Riyals dell’Arabia Saudita, nonché un Rolex di elevatissimo valore economico venduto in Macau. Indagini sono in corso per risalire all’organizzazione che fa capo alla banda di borseggiatrici nonché ai proprietari della refurtiva. I cinque individui, fra cui un uomo, sono stati denunciati in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per ricettazione in concorso fra loro. Nel contempo gli stessi sono stati segnalati alla Questura di Venezia per l’adozione dei provvedimenti preventivi di allontanamento dal territorio di Venezia.

Redazione

[03/02/2015]


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