Bimba entra in autobus con il bicchiere, all’autista saltano i nervi

ultimo aggiornamento: 12/08/2020 ore 11:03

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Bimba entra in autobus con il bicchiere, all'autista saltano i nervi

Scena inconsueta ieri, giovedì, alla fermata dell’autobus di San Nicolò, Piazzale Ravà.

Secondo quanto segnalato, nel pomeriggio, salgono sull’autobus alla fermata una giovane mamma e la sua figlioletta di 6-7 anni. La piccola ha in mano un bicchiere di plastica con quello che resta sul fondo di un the alla pesca già bevuto. L’autista, che evidentemente ha visto la scena attraverso gli specchietti, appena le due sono a bordo, abbandona il posto di guida per raggiungerle e qui ‘aggredisce’ verbalmente la madre.


Urlando il dipendente Actv si avvicina alle due e grida alla giovane mamma che entrambe devono scendere dal mezzo perché la bimba ha in mano il bicchiere. La donna, che non era intenzionata ad entrare nella modalità di litigio con cui si era avvicinato l’uomo, risponde con estrema calma: “No, guardi, scendere dal mezzo mi pare eccessivo, dico alla bambina di buttare via il bicchiere”. E così è avvenuto con la piccola che ridiscende, getta il bicchiere nel cestino, e risale.

Ma ciò non è stato sufficiente per quietare l’autista che ha continuato nella sua filippica urlata. “Gavè da capir che xe un liquido spandibile, dopo chi xe che neta, mi?”Al che la donna ha risposto sempre con contegno: “Ma, senta, va ancora avanti? Non c’è più il problema, riprenda il suo posto, torni pure a guidare”.

Ma l’autista ha continuato gridando ancora principi apparentemente sconclusionati: “E dopo se uno evade, evademo tutti, xe giusto cussì…?”. La donna a quel punto ha smesso di rispondere percepita anche la pericolosità del momento dato che l’uomo si infervorava sempre di più.


Così, con quel tono da “confronto” ravvicinato, la scena è andata avanti per lunghi minuti finché, fortunatamente, il conducente, dopo aver farfugliato qualche altro concetto poco chiaro ma probabilmente improntato alla rettitudine morale (“No semo mica alla buoncostume qua…” chissà volendo intendere che cosa), ha ripreso il suo posto di guida ed è ripartito con un ritardo di circa una decina di minuti.

All’arrivo al capolinea di Santa Maria Elisabetta poi, non si sa se ancora infuriato, il guidatore si allontanava gesticolando.

A tutti sono noti la delicatezza e la difficoltà del lavoro degli autisti, però in certi casi sarebbe forse opportuno concedere più riposo o vacanza a dipendenti fortemente stressati per evitare che certe situazioni possano anche degenerare.

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Una persona ha commentato

  1. Comunque è vero che molte mamme lasciano salire i bambini con in mano bicchieri con granite colorate, e con gelati, questo non va bene, ha sbagliato il conducente, ma se se la mamma fosse più attenta questo non sarebbe successo.

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