Bambino morto in ascensore della metro. La madre: mi è scivolato dalle mani

ultimo aggiornamento: 10/07/2015 ore 07:33

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Bambino morto in ascensore della metro. Un figlio. Un figlio di cinque anni. Una tragedia tanto grande da essere impossibile da accettare.
Un figlio, di soli cinque anni, che muore dopo un volo nel vuoto, davanti agli occhi della madre, nella tromba dell’ascensore di una metro.

“Me lo sono visto scivolare dalle mani – avrebbe detto sotto choc Francesca, la sua mamma, subito dopo la tragedia -. Perché proprio a me?”.


Da una prima ricostruzione sembra sia stata questione di un attimo: il bimbo era rimasto bloccato in ascensore con la mamma ed è precipitato durante le operazioni di trasbordo.

Dopo, la donna, di circa 40 anni e originaria di Latina, sarebbe rimasta incredula dentro un gabbiotto vicino all’ascensore, sotto choc: sembrava non aver realizzato la tragedia. Il momento più doloroso – riferiscono i presenti – è stato quando ha compreso che stavano portando via il corpo del figlioletto: a quel punto ha capito che era davvero finita e si è abbandonata alla disperazione.

Bambino morto in ascensore della metro… una storia, un evento che non si può accettare, un evento che la mente fa fatica a realizzare, così durante quelle interminabili ore nella stazione alla madre sono stati vicini alcuni psicologi del Comune di Roma e anche lo stesso sindaco Ignazio Marino che si è intrattenuto a lungo nei sotterranei della metropolitana, chiusa al pubblico.


In un secondo momento è arrivato anche il compagno di Francesca e padre del bambino, Giovanni: più grande d’età, pare avesse perso da poco il lavoro in una libreria.

I due, che abitano nella zona vicino alla fermata di Furio Camillo (teatro dell’incidente), hanno lasciato la stazione lontano dalle telecamere dopo che il corpo del bambino è stato trasportato altrove.

Un dramma ha sconvolto tutti: dal sindaco, che ha parlato di “una tragedia per tutta Roma” e ha deciso per il lutto cittadino, ai soccorritori.

Anche i vigili del fuoco che si sono calati nella tromba dell’ascensore quando sono risaliti avevano gli occhi pieni di lacrime.

Redazione

10/07/2015

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