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TRIPOLI | L'ambasciatore americano, Chris Stevens e altri tre membri della missione diplomatica Usa di Bengasi, in Libia, sono stati uccisi ieri sera durante un attacco terroristico al consolato. In tutto sarebbero 13 le vittime. L'assalto è stato organizzato, a quanto sembra, da un gruppo di manifestanti che protestava contro un film 'blasfemo' sulla vita del profeta Maometto, che sarebbe stato prodotto negli Stati Uniti. Nella foto: il corpo dell'ambasciatore Chris Stevens portato via senza vita.

Non è chiaro però, al momento, il reale mandante dell'attentato. La milizia islamica Ansar al-Sharia, secondo certe fonti, avrebbe negato il coinvolgimento nell'assalto al consolato Usa a Bengasi. Lo ha riferito la corrispondente della 'Bbc' a Tripoli. In precedeza. invece, l'emittente americana CbsNews aveva annunciato la rivendicazione dell'assalto, scatenato da questo film 'blasfemo' su Maometto, proprio da parte di Ansar al-Sharia.
Secondo un'altra visione, quella del think tank britannico Quilliam, citato oggi dalla Cnn, l'attacco a Bengasi sarebbe stato in realtà  pianificato da al Qaeda per vendicare il numero due dell'organizzazione, Abu Yaya al-Libi, ucciso alcuni mesi fa. La protesta contro il film sarebbe stata dunque soltanto una scusa per un piano già  preparato.

L'ambasciatore sarebbe rimasto ucciso a causa dell'incendio scoppiato nella sede del consolato, riferisce il corrispondente di al-Jazeera. La tv satellitare spiega anche che il diplomatico si trovava a Bengasi per una breve visita.

Il presidente americano Barack Obama ha dichiarato di essere “profondamente addolorato” per la morte di Stevens e, condannando “l'attacco oltraggioso”, ha annunciato il rafforzamento della sicurezza in Libia e in tutte le missioni diplomatiche americane nel mondo.

“Fin dalla loro fondazione gli Stati Uniti sono una nazione che rispetta tutte le fedi religiose”, ha poi dichiarato Obama. Queste violenze, ha detto, “non hanno alcuna giustificazione”.

Gli Usa stanno lavorando a stretto contatto con le autorità  libiche per catturare i responsabili delle violenze, ha concluso il presidente, assicurando che “giustizia sarà  fatta”.

La rete televisiva Nbc, invece, cita funzionari americani come fonte e comunica che circa duecento marines americani verranno inviati in Libia per rafforzare la sicurezza attorno all’ambasciata statunitense a Tripoli. I Marines dell’Anti-Terrorism Security Team, destinati a Tripoli, saranno inviati da una nave porta elicotteri che attualmente si trova nel mar Arabico settentrionale.

Dell'assalto avvenuto è incerto anche il numero delle vittime, al momento. Sembra che possano essere tredici secondo una fonte dell'esercito libico.
L'ambasciata statunitense in Libia, riferisce al-Jazeera, ha deciso di avviare le procedure di evacuare del suo consolato a Bengasi e di trasferire via aerea a Tripoli i 35 funzionari che vi lavorano.
Secondo il sottosegretario libico all'Interno, Wanis al-Sharif, gli Stati Uniti avrebbero già  dovuto ritirare il loro personale diplomatico in Libia quando la notizia della produzione di un film 'blasfemo' su Maometto ha cominciato a diffondersi.

Mario Nascimbeni
[redazione@lavocedivenezia.it]

Riproduzione Vietata
[13/09/2012]


titolo: ASSALTO ALL'AMBASCIATA AMERICANA IN LIBIA | E' strage
foto: ATTACCO AMBASCIATA USA (da internet)

Riproduzione Riservata.

 

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