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domenica 01 Agosto 2021

Alla messa di mezzanotte… auguri, auguri, auguri. Di Cesare Colonnese

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messa di mezzanotte LARGE

Una serata fredda, direi gelida. Venezia abbracciata da una nebbia che la avvolge come fosse un mantello grigio e pesante ed io che passeggio nella luce fioca dei lampioni che sembrano appesi come abatjour agli angoli delle calli.

Il passo pesante, il mio scendere gli scalini quasi un ritmo che ridonda nella notte. C’e’ poca gente a Castello per le vie, molti fanno il cenone di Natale e rimangono golosamente per ore e ore seduti dinanzi al loro banchetto tanto aspettato. Tagliatelle, pasticci, fritture di pesce, polente, salmoni, bagigi, panettoni. Tante prelibatezze tutte in un colpo solo fanno impigrire anche quelli che avrebbero voluto andare a sentir Messa a mezzanotte.

“Mi stago ben casa” mormora il capofamiglia e un po’ protestando anche gli altri lo seguono e decidono che in fondo la scelta di rimanere a casa non e’ poi cosi male .E giu’ un altro bicchiere di vino.

Auguri,auguri,auguri! E’ la sola parola che si sente per strada. Quella parola che cancella tanti pensieri, tante amarezze di quest’anno di vita vissuta, tanti problemi affrontati così duramente in questi anni di crisi, tanti dei quali mai risolti.
Una crisi crudele,che ha seminato vittime ovunque.

Precariato, disoccupazione, malinconia, insicurezza, disperazione, poco denaro, suicidi. Ho visto persone frugare nei cassonetti a tutte le ore del giorno. Giovani, anziani. Alla ricerca di qualcosa da mettere in bocca per poter sopravvivere. Perche’ se non mangi muori. Sei obbligato ad ingerire qualcosa. E per questo loro sono stati obbligati a frugare nei cassonetti per sopravvivere ancora. Noi in qualche modo, tra i piu’ fortunati abbiamo sempre mangiato. Mi si chiudeva la gola quando vedevo queste cose. Un lato triste di questa crisi e’veder morire tante persone così, come fosse una guerra e rimanere lì, inermi. Obbligati a passeggiare nelle citta’ coi centri storici abbandonati e degradati. Come se ci fosse la guerra e senza poter far niente. Quando non si puo’ far piu’ niente quel che rimane e’ la preghiera, l’aiutarsi, l’ascoltarsi, il credere che …

> > continua > >

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