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“Salviamo il Bosco di Carpenedo: allarme per i cantieri di Via del Tinto”

LIPU, Italia Nostra e WWF sollecitano misure per tutelare il Bosco di Carpenedo minacciato dai cantieri del "Residence Bosco"

Una lettera inviata a istituzioni regionali e locali lancia l’allarme sullo stato del Bosco di Carpenedo, area naturale a cavallo tra Venezia e Mestre. Le associazioni LIPU, Italia Nostra e WWF segnalano come i lavori per il nuovo insediamento residenziale in Via del Tinto siano alla base di cambiamenti idrologici che rischiano di compromettere il biotopo.


Secondo la missiva, le opere legate al “Residence Bosco di Mestre”, realizzate a pochi metri dal bosco, hanno determinato una netta diminuzione dell’umidità nel suolo. Le associazioni sottolineano la perdita, prolungata nel tempo, di pozze d’acqua ritenute essenziali per la riproduzione di diverse specie di anfibi e rettili presenti nell’area.


Tra le specie indicate nel documento figurano la Rana di Lataste, la Rana verde, la Rana dalmatina, il Rospo smeraldino, il Tritone comune, la Salamandra e la Natrix natrix. Per LIPU e gli altri firmatari, la trasformazione della superficie del soprassuolo e gli effetti dei cantieri stanno già riducendo le condizioni favorevoli alla loro sopravvivenza, nonostante le normative di tutela in vigore.


Il testo, indirizzato a Regione Veneto (Direzione Aria, Clima, Biodiversità e Parchi), alla Città Metropolitana e alla Polizia Metropolitana di Venezia, agli uffici ambiente del Comune di Venezia e alla Soprintendenza per Archeologia, Belle arti e Paesaggio, elenca una serie di interventi considerati urgenti per mitigare gli impatti. Tra le richieste primeggiano il ripristino dei fossati originari e la rimozione di due passi carrai considerati causa di alterazione idrica.


La lettera propone inoltre di ricreare continuità forestale con il vicino Forte di Carpenedo — parte dello stesso sito ZPS — e di realizzare sottopassi per la fauna sotto la strada regionale 14 bis per ridurre la frammentazione degli habitat. Le associazioni chiedono l’acquisizione di aree agricole contigue al Forte per ampliare il bosco e il collegamento con il Bosco di Mestre, sempre mediante passaggi protetti per gli animali.


Per tutelare i prati umidi e la flora rara segnalata nell’area — tra cui specie di orchidee ed Euphrasia marchesettii — gli enti proponenti sollecitano pratiche gestionali mirate, come lo sfalcio tardivo annuale e il contenimento dell’espansione di specie arboree e arbustive. Tra le altre misure organizzative è prevista la trasformazione di locali del Forte o di un edificio di servizio in un Centro visite per il Bosco, oltre alla creazione di un percorso ciclopedonale connesso alla rete esistente, pensato però per non interferire con le aree a evoluzione naturale.

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Sul fronte delle infrastrutture, le richieste comprendono barriere di mitigazione contro rumore e inquinamento luminoso — anche mediante terrapieni verso la SR 14 bis — e l’installazione di rifugi artificiali per la fauna. Si raccomanda la rimozione di specie invasive e la realizzazione di una fascia perimetrale arborea con specie coerenti con la composizione vegetale del bosco.


Le associazioni pongono attenzione anche ai rischi derivanti dall’aumento del traffico veicolare legato alle nuove abitazioni: la via del Tinto, lunga circa tre metri, viene indicata come stretta e inadeguata a sopportare maggiori flussi. Gli insediamenti, rilevano i firmatari, sorgono in assenza di servizi essenziali nelle immediate vicinanze — farmacie, ambulatori, negozi di alimentari — fattore che potrebbe incentivare l’uso quotidiano dell’automobile.


Tra le misure richieste alle autorità ci sono interventi sul piano viario: la richiesta di installazione di barriere antirumore alla concessionaria CAV Veneto lungo i tratti prospicienti il Bosco e il Forte, e la proposta di ridurre la velocità massima sulla SR 14 Bis (Via Martiri della Libertà) da 90 km/h a 60 km/h. Nell’elenco compaiono anche raccomandazioni per limitare pericoli per l’avifauna legati a cavi sospesi e ridurre l’impatto luminoso degli impianti delle strutture commerciali adiacenti.


Il documento porta la firma del delegato LIPU per Venezia, Dr. Gianpaolo Pamio, ed è sottoscritto anche da Italia Nostra Venezia e dal WWF ODV Venezia e Territorio.

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