A Cappelletta di Noale la classe del 1960 ha scelto l’annuale appuntamento per fare una sorpresa al loro vecchio maestro: Daniele Morosin ha spento 90 candeline e i suoi ex alunni lo hanno celebrato recuperando una fotografia di quasi sei decenni fa.
L’incontro, che si ripete ormai da quindici anni, ha assunto quest’anno una connotazione particolarmente sentita. La riunione ha un carattere di continuità: non si tratta solo di rivedersi, ma di coltivare legami nati sui banchi di scuola e rimasti vivi nel tempo.
Il gesto più toccante della giornata è stato la mostra di una grande stampa della classe risalente all’anno scolastico 1969/70, quando i presenti frequentavano la quarta elementare con il maestro Morosin. L’immagine ha funzionato da macchina del tempo: volti, posture e piccoli dettagli hanno restituito un passato che, pur distante di circa 56 anni, ha ripreso consistenza agli occhi di chi lo aveva vissuto.
Non è stato semplice riconoscersi. Il tempo ha cambiato i lineamenti e le voci, ma non ha cancellato la memoria condivisa. Per il maestro la sorpresa si è trasformata in un momento di forte commozione: la foto ha riacceso ricordi e ha dato sostanza alla gratitudine degli ex alunni.
La giornata è proseguita tra risate, stretti di mano e abbracci. Chi è tornato a Cappelletta ha portato con sé storie personali che si intrecciano con quelle di una comunità scolastica che, per molti, ha segnato l’infanzia. Per tutti è stata anche l’occasione per misurare quanto rimanga saldo il valore della figura dell’insegnante nel corso della vita.
L’iniziativa ribadisce un aspetto spesso sottolineato nel dibattito pubblico sulla scuola: l’effetto di lungo periodo del rapporto educativo. Nel caso di Noale, quel rapporto si è trasformato in un filo che, stagione dopo stagione, riconduce a ricordi comuni e a gesti di riconoscenza.
La festa si è chiusa con gli auguri rivolti personalmente a Morosin, accompagnati da sorrisi e parole di affetto. A rendere possibile la sorpresa sono state le persone che hanno curato l’organizzazione dell’incontro e la ricerca delle fotografie d’epoca, elementi che hanno conferito alla giornata sia il tono celebrativo sia quello della riscoperta.
Sono stati giorni in cui il passato e il presente si sono mischiati senza soluzione di continuità: la vecchia fotografia è diventata simbolo di una storia collettiva che continua a vivere nella comunità di Cappelletta. Un grazie è stato rivolto al maestro per l’impronta lasciata nella vita di quei ragazzi, oggi adulti.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google