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Proteste in Piazza “Atto Secondo”: 800mila in Francia, oltre 300 fermati in Italia

Da Parigi a Marsiglia manifestazioni e focolai di violenza. I sindacati stimano 800mila partecipanti; governo schiera 70mila uomini.

Decine di città francesi hanno vissuto sabato una nuova giornata di mobilitazione, con piazze affollate da Parigi a Marsiglia e scontri sporadici con le forze dell’ordine. I principali sindacati hanno definito l’iniziativa come il “secondo atto” di una protesta che mira a riprendere la mobilitazione dell’ottobre scorso.


Il sindacato Cgt ha rivendicato la partecipazione di circa 800mila persone sull’intero territorio nazionale, segnalando che solo a Parigi sarebbero scese in strada 250mila persone. Il ministero dell’Interno, però, ha fornito una stima più contenuta: circa 410mila manifestanti in tutta la Francia.


La mobilitazione si è svolta in un clima di forte attenzione per l’ordine pubblico. A seguito dei disordini avvenuti la settimana precedente, il governo ha disposto il massiccio impiego di personale: 70mila tra poliziotti, gendarmi, militari e unità speciali sono stati coinvolti nei servizi di controllo e tutela delle città interessate dalle proteste.


A complicare il quadro è stato il contemporaneo congresso del Rassemblement National a Orléans, che ha attirato centinaia di delegati e indotto decine di migliaia di persone a manifestare nelle vicinanze. Le autorità temevano potenziali scontri tra opposte fazioni e hanno per questo rafforzato le misure di sicurezza nelle aree più calde.


Nei cortei si sono registrati episodi di tensione e alcuni tafferugli con la polizia, secondo quanto riferito dalle prefetture locali. Le immagini diffuse dalle agenzie hanno mostrato scenari già vissuti nella precedente ondata di proteste: barricate improvvisate, cariche e l’impiego di gas lacrimogeni in diversi punti delle città.

LE PROTESTE IN ITALIA

Anche in Italia la mobilitazione ha avuto ripercussioni e richiesto interventi di pubblica sicurezza. Dopo i disordini del weekend scorso, sono state svolte oltre 150 perquisizioni in varie province, in particolare in Lombardia tra Milano, Monza e altre località. Gli agenti della Digos hanno sequestrato armi e materiali potenzialmente pericolosi, tra cui coltelli, tirapugni, una balestra e taniche di benzina.

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Le autorità italiane hanno denunciato l’esistenza di collegamenti tra i protagonisti delle scorribande, una valutazione riaffermata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per contenere le attività violente sono stati disposti fermi preventivi, con casi che hanno riguardato anche persone minorenni.


A livello operativo, in Italia sono stati schierati 15 Reparti mobili, per un totale di circa 5.800 operatori, mentre a Milano risultano impegnati oltre 1.400 tra agenti e militari. I numeri delle misure cautelari e delle identificazioni restano oggetto di aggiornamento da parte delle procure e delle questure coinvolte.


Il Movimento 17 Ottobre, tra le sigle attive nella chiamata alle piazze, ha adottato metodi di convocazione ispirati alle logiche dei rave clandestini: in otto città le iniziative sono state annullate, mentre in altre tre i punti di ritrovo vengono comunicati poche ore prima degli appuntamenti, per evitare di “offrire bersagli”, come spiegato dagli amministratori dei canali Telegram del movimento. Le chat sono state chiuse per non lasciare tracce scritte delle pianificazioni.


Restano pubblicati online manuali di autodifesa diffusi dagli ambienti attivisti, che suggeriscono rimedi domestici contro i lacrimogeni come Maalox, sapone e aceto.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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