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Vendita Palazzo Labia, Italia Nostra Venezia: “Intervenga la Rai”

Apprendiamo che la Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto, con provvedimento del 31 agosto scorso, ha autorizzato – ai sensi dell’art. 56 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) – l’alienazione di «Palazzo Labia, ambienti adiacenti e beni mobili pertinenziali», di proprietà della RAI – […]

Apprendiamo che la Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto, con provvedimento del 31 agosto scorso, ha autorizzato – ai sensi dell’art. 56 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) – l’alienazione di «Palazzo Labia, ambienti adiacenti e beni mobili pertinenziali», di proprietà della RAI – Radiotelevisione Italiana S.p.A., sede della RAI del Veneto.

La Commissione regionale verbalizza che «il compendio immobiliare storico non è più pienamente funzionale alle esigenze della proprietà» ed «auspica un’acquisizione pubblica di Palazzo Labia per favorirne e massimizzarne la fruizione e valorizzazione».

Non può che preoccupare però ciò che scriveva la KPMG, l’azienda di consulenza dell’operazione, che comprende l’intero “portafoglio immobiliare” costituito da altri 15 immobili di proprietà della RAI, ubicati in diverse città italiane: «Palazzo Labia rappresenta un asset di riferimento nel panorama immobiliare veneziano e italiano, con interessanti potenzialità di valorizzazione con destinazione uffici di rappresentanza, ricettiva, residenziale di pregio».

Ignorando e trascurando del tutto la grave realtà della città legata ai continui cambi d’uso a favore di residenze turistiche e l’apertura di nuovi hotel, nonostante la cosiddetta delibera “blocca alberghi” quantomai parziale e debole per le possibili deroghe.

Ignorando, altresì, che l’alienazione del Palazzo, quantomai simbolico per la città, mette a rischio un lavoro qualificato, con probabile perdita di posti di lavoro: un impoverimento delle attività in una città che ha già perso e continua a perdere attività e funzioni pregiate, mentre vede consolidarsi sempre più la monocoltura turistica.

Sottolineiamo l’ordine del giorno contrario alla vendita, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale il 26 febbraio scorso, che si riallaccia ad un analogo provvedimento del 18 aprile 2024, a seguito di un primo annunciato proposito di vendita, a cui hanno fatto seguito proteste e manifestazioni, anche della nostra Sezione.

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Poiché la RAI scriveva di riservarsi «il diritto di sospendere, modificare o revocare la procedura», chiediamo fermamente di farlo, per salvaguardare un Palazzo monumentale, le occupazioni, le professionalità e il tessuto sociale della città stessa.

Il Consiglio Direttivo

Italia Nostra – sezione di Venezia

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