Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Momenti di apprensione nella mattinata di oggi, mercoledì 28 gennaio, a Venezia, nel sestiere di Cannaregio, dove si è verificato un improvviso dissesto statico lungo fondamenta degli Ormesini, una delle zone più frequentate e vissute della città. Poco prima delle ore 9, un barbacane si è improvvisamente staccato da un edificio affacciato sulla fondamenta, crollando verso la sede pedonale sottostante e rendendo necessario un immediato intervento dei soccorsi per garantire la sicurezza pubblica.
A lanciare l’allarme sono stati alcuni residenti e passanti che hanno assistito al distacco della struttura, parte di un terrazzino sporgente. Fortunatamente, al momento del cedimento non transitava nessuna persona sotto l’area interessata dal crollo e non si registrano feriti. Un esito positivo che ha evitato conseguenze ben più gravi, considerata l’elevata frequentazione della zona, soprattutto nelle ore mattutine.
Sul posto è intervenuta rapidamente l’autopompa lagunare dei Vigili del fuoco di Venezia, che ha operato a tutela della pubblica incolumità, mettendo in sicurezza l’area e avviando le prime verifiche tecniche sull’edificio coinvolto. I pompieri hanno provveduto a delimitare la zona interessata dal crollo, impedendo il transito pedonale nelle immediate vicinanze per scongiurare ulteriori rischi legati a possibili nuovi distacchi.
In supporto alle operazioni sono giunti anche gli agenti della Polizia Locale, che hanno collaborato nella gestione della viabilità pedonale e nel presidio dell’area, garantendo ordine e sicurezza durante tutte le fasi dell’intervento. Contestualmente è stata attivata una ditta specializzata, incaricata di eseguire le operazioni di puntellamento del terrazzino e delle parti strutturali ritenute potenzialmente instabili.

Le operazioni di messa in sicurezza si sono protratte per diverse ore e hanno richiesto interventi tecnici mirati, data la delicatezza del contesto urbano veneziano e la necessità di operare senza arrecare ulteriori danni agli edifici adiacenti. Il puntellamento ha permesso di stabilizzare temporaneamente la struttura, evitando ulteriori cedimenti e consentendo una prima fase di ripristino delle condizioni di sicurezza.
Nel pomeriggio, intorno alle ore 16, la squadra dei Vigili del fuoco è tornata nuovamente sul posto per effettuare un sopralluogo di controllo. Durante la verifica è stato accertato il corretto posizionamento dei puntelli e la stabilità delle opere provvisionali realizzate, confermando l’efficacia degli interventi eseguiti in precedenza.
L’episodio riporta l’attenzione sul tema della manutenzione del patrimonio edilizio veneziano, spesso esposto all’usura del tempo, all’umidità e alle sollecitazioni ambientali tipiche della laguna. I barbacani, elementi architettonici caratteristici ma strutturalmente delicati, richiedono monitoraggi costanti per prevenire situazioni di rischio, soprattutto in aree densamente frequentate come fondamenta degli Ormesini.
Grazie al tempestivo intervento dei soccorsi e alla collaborazione tra Vigili del fuoco, Polizia Locale e tecnici specializzati, la situazione è stata gestita senza conseguenze per persone o cose. Resta ora da valutare l’entità dei danni strutturali e gli eventuali interventi definitivi necessari per il completo ripristino dell’edificio e per garantire, anche in futuro, la sicurezza di residenti e visitatori.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
In una città antica come Venezia, costruita pezzo per pezzo dall’uomo e sottoposta da secoli a umidità, salsedine e cedimenti naturali, episodi del genere sono purtroppo inevitabili. È lo stesso che accade in tanti altri luoghi – penso anche a Niscemi – dove le cose succedono quando devono succedere, perché il tempo non fa sconti a nessuno.
La manutenzione si può e si deve fare, certo. Ma non può diventare una questione “democratica” nel senso di opzionale o rimandabile all’infinito. Se le autorità imponessero davvero la messa in sicurezza a spese dei proprietari, molti non lascerebbero mai gli edifici e non si interverrebbe più. E invece la sicurezza pubblica non può dipendere dalla volontà del singolo.
Il patrimonio è privato solo finché non cade in strada: quando succede, riguarda tutti.
Ormai troppo spesso si verificano episodi simili ( 6/3/2010 pezzo di marmo di 60 kg alla Celestia, 11/11/2010 altro pezzo di marmo precipitato in piazzetta dei leoncini, 10/10/22 pezzo di marmo caduto dalla torre dell’orologio, altre cadute il 22/10/23 in zona S.Marco, altra caduta di un pezzo di marmo ai Frari il 10/12/25, ecc.) per puro caso senza danni alle persone. Basta girare per la città guardando verso le facciate degli edifici per rendersi conto dei rischi che corre chi ci passa sotto: cornicioni, mensole, barbacani, comignoli, grondaie e soprattutto intonaci gravemente ammalorati. Non si può aspettare che succeda quello che finora fortunatamente non è ancora successo. Tutti gli affacci degli edifici insistenti sulle pubbliche vie dovrebbero essere frequentemente monitorati da tecnici della Pubblica Amministrazione verificando lo stato delle strutture e prescrivendo eventuali interventi di manutenzione obbligatoria che si rendessero necessari, a carico dei proprietari. E’ una questione molto importante di pubblica incolumità per un centro storico fragile ed esclusivamente pedonale, per di più frequentato ogni anno da milioni di visitatori.
Ancora una volta per fortuna non si è fatto male nessuno , ma ancora per quanto la fortuna ci assisterà? Ricordo ancora il povero orefice ucciso da un barbacane in una giornata di pioggia come oggi ….. bisogna fare un controllo su tutti i pezzi pericolanti di questa città