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Un’aggressione di una furia inaudita, una violenza che si può trovare solo nel mondo dei “picchiatori professionisti”, come quelli sul ring: un giovane cameriere di 29 anni, S.S., ha subito un brutale pestaggio dopo aver coraggiosamente sventato un borseggio nella centralissima calle dei Fabbri, a Venezia.
L’aggressione è avvenuta intorno alle ore 11 di questa mattina (mercoledì 20 novembre). Il giovane, impegnato nel suo turno come dipendente di un bar di San Marco, ha notato movimenti sospetti nei pressi di calle dei Fabbri, una zona frequentemente battuta dai turisti. Qui, tre donne e un uomo stavano cercando di mettere a segno un borseggio. Senza esitare, il giovane ha lanciato l’allarme, allertando l’attenzione dei passanti, salvando la vittima e allontanando i malviventi.
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Tuttavia, il gesto coraggioso ha avuto un costo altissimo. Infuriati per essere stati scoperti, i borseggiatori hanno seguito il 29enne fino al suo luogo di lavoro. È stato lì, davanti al bar, che lo hanno raggiunto. Uno degli aggressori ha spruzzato spray al peperoncino sul volto del cameriere, approfittando del momento di confusione che si è creato per colpirlo ripetutamente con violenza. Il giovane per sottrarsi alla furia dei colpi ha cercato riparo in un locale vicino ma ci è riuscito solo quando ormai i delinquenti si allontanavano, riportando ferite al volto che hanno richiesto cure all’ospedale.
Nel tentativo di fermare l’aggressore, anche il titolare del bar, si è lanciato all’inseguimento, ma il malvivente è riuscito a dileguarsi tra le strette calli della città lagunare. Tuttavia, nella concitazione della fuga, ha perso il cellulare, che è stato prontamente consegnato ai carabinieri.
Le forze dell’ordine, guidate dal nucleo natanti di Venezia, hanno immediatamente avviato le indagini. Gli investigatori stanno ora analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza installate nella zona e raccogliendo le testimonianze dei presenti per identificare il responsabile e i suoi complici.
Intanto il ferito veniva trasportato d’urgenza al vicino ospedale Civile di Venezia. Sottoposto a cure mediche per le ferite riportate, il giovane ha già annunciato la sua intenzione di sporgere denuncia contro gli aggressori appena possibile.
E il coraggio dimostrato dal cameriere ha ricevuto il plauso di molti cittadini veneziani, che si sono detti indignati per la brutalità dell’aggressione.
Ma l’episodio riaccende i riflettori su un fenomeno preoccupante che colpisce le aree turistiche di Venezia: i borseggi. Non è raro che queste situazioni sfocino in atti di violenza, spesso alimentati dall’impunità di cui godono i responsabili.
Le forze dell’ordine, pur impegnate nel contrastare il fenomeno, sono costrette a fronteggiare una realtà complessa, aggravata dall’alto numero di turisti, dalle caratteristiche urbanistiche della città e da leggi che non reprimono i reati.
Resta il coraggio e il gesto di S.S. che vale come esempio di civiltà e coraggio. La speranza è che gli aggressori vengano individuati e che episodi del genere non si ripetano. Accade sempre più spesso, però, che i borseggiatori si ribellino fisicamente a testimoni che mandano all’aria i furti salvando le vittime avvisandole.
La vicenda di oggi è ora nelle mani dei carabinieri che appaiono fiduciosi di poter risalire agli autori del gesto anche grazie al cellulare recuperato.
Il video che proponiamo qui sotto – con l’avvertenza che può risultare sgradito alle persone più sensibili – mostra tutta la violenza dell’ultima fase dell’aggressione dei delinquenti che delinquono per Venezia.
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2 giorni fa mia figlia (una giovane ragazza) ha avvisato una signora che era stata “puntata” da 3 borseggiatrici in Campo San Luca (stiamo parlando di pochi metri di distanza dal luogo del fattaccio di ieri). Le 2 ragazze-pickpocket hanno subito cominciato a fare la mano a cuoppo, che – per chi non sapesse – significa “ma che c…o vuoi?” L’hanno ripresa con il cellulare ed inseguita con fare minaccioso. Ne è comparsa anche un’altra pickpocket, più anziana, e rimasta in disparte fino a quel momento, ora tuttaltro che ignava.
Fortunatamente qualcuno ha fatto muro fra mia figlia e le 3 borseggiatrici, dandole modo così di andarsene.
Ovviamente a casa mia figlia è stata lodata per la sua coraggiosa azione, ma in cuor mio ho ancora l’ansia di quello che sarebbe potuto capitarle. E quanto capitato al giovane cameriere nè è la prova lampante.
Mi chiedo se possiamo essere tranquilli e vivere serenamente nella nostra città. Cosa aspettiamo? Che scappi il morto? Non è sufficiente tutto ciò?
Solidarietà al ragazzo…questi criminali andrebbero lasciati marcire in barena…maledetti!!!
Purtroppo la legge non tutela chi fa una vita corretta…troppo perbenismo e poca concretezza…urge una svolta.
Mandate l’esercito, a rompere il c**o a questi disgraziati, in alternativa lasciate che ci difendiamo come ci pare