Zucchero a Venezia, ed è grande festa. "Al mio segnale scatenate l'inferno"
Zucchero a Venezia, ed è festa. Grande. La nostra città per una notte (anzi due) ritorna ad essere palcoscenico di eventi mondiali, ritorna ad essere scenario di un’arte, stavolta moderna, sonora e in movimento, per cui arrivano giornalisti e pubblico da ogni parte d’Italia e del mondo, ritorna ad essere il focus di attrazione per persone di tutte le età che affrontano un viaggio per essere presenti in un’ambientazione magica e irripetibile dove storia antica e storia odierna si abbracciano.

In Piazza San Marco il mistico del blues, l’uomo e l’artista che già nel 1987 ci scaldava i cuori ed attivava emozioni con brani come “Senza una donna”, “Con le mani”, “Solo una sana e consapevole libine…” presentandosi con un cd (Blue’s) che ha avuto talmente tanto successo da far attendere per anni un suo seguito.

Zucchero, capace di assimilare in simbiosi la lezione ritmica del funky di James Brown, del neoromanticismo melodico di Joe Cocker, dei suoni e degli arrangiamenti dei ritmi più moderni “dance”, oggi ci racconta la somma delle esperienze della sua carriera con una scaletta musicale di 30 brani e 3 ore di concerto da lasciare senza fiato. Forse nessuno degli altri artisti che l’hanno preceduto in Piazza San Marco negli anni (Bocelli, Aznavour, Sting, Elton John, Biagio Antonacci, tanto per fare alcuni nomi) mai si era speso come lui.

Sul palco (imponente ma con allestimento al minimo per rispettare persino la veduta della Piazza più bella del mondo) con Sugar la somma delle sue esperienze musicali, contaminazioni di professionisti di provenienza diversa: 12 grandissimi strumentisti, vecchi compagni di scorribande che danno sempre qualcosa di nuovo impreziosendo anche i sound più conosciuti. Poi Cheryl Porter & Alleluiah Gospel Singer, uno degli ospiti insieme a Tomoyasu Hotei.

E c’è spazio anche per la commozione, quando viene riproposta una toccante ‘Miserere’ eseguita con un duetto virtuale con l’amico scomparso Luciano Pavarotti. Ed è la piazza che risponde rendendo omaggio al tenore con un lungo e spontaneo applauso con standing ovation.

Il segreto di Adelmo? Un grandissimo professionista nelle cui vene scorrono semitoni, crome e accenti, ma al tempo spesso una persona reale, genuina, anche sanguigna, che non dimentica trascorsi e percorsi tenendo presente quanto può essere dura la vita. Una persona vera, “umana” fuori dal palco, qualità che abbiamo conosciuto ed imparato ad apprezzare incontrandolo all’ “Heineken” di San Giuliano nel 2007.

Zucchero a Venezia è stato un regalo impagabile e irripetibile. Senza entrare nel merito del perchè o del percome il sindaco Brugnaro lo abbia voluto. Sarebbe come non apprezzare il magnifico regalo per discutere della carta che lo avvolgeva.

Paolo Pradolin


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