Migranti sloggiati dal Bragosso: con le proteste hanno perso diritto all'accoglienza

È in corso dal primo pomeriggio di oggi una imponente operazione della Polizia di Stato, nel quartiere Piave a Venezia Mestre, finalizzata alla esecuzione di numerose misure cautelari emesse dal GIP conformemente alla richiesta della Procura Distrettuale di Venezia nei confronti di altrettanti cittadini extracomunitari di nazionalità nigeriana dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione, che vede l’impegno di oltre 500 uomini della Polizia, con l’impiego di Reparti Speciali, giunge all’esito di una complessa attività di indagine diretta dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile lagunare e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato: le investigazioni hanno consentito l’emissione di provvedimenti restrittivi a carico di cittadini nigeriani ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, riciclaggio e di diversi decessi per overdose registratisi negli ultimi nove mesi a Mestre nonché delle lesioni personali conseguenti ad altre cessioni.

Il complesso dispositivo di Polizia, oltre alle esecuzioni dei provvedimenti restrittivi, coinvolge l’Ufficio Immigrazione, la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e la Divisione Polizia Anticrimine, che stanno provvedendo ad adottare le misure di propria competenza in ordine al degrado in cui versava la zona.

Il blitz è idealmente iniziato un anno fa, quando la squadra mobile di Venezia, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia, ha messo gli occhi sui primi decessi causati dall’eroina gialla.

Un’indagine lunga e articolata che ha avuto il suo culmine poco dopo le 14 di oggi, quando a Mestre è scattata la “grande retata” contro lo spaccio.

Le strade interessate sono sempre quelle di cui si è parlato spesso: via Monte San Michele e via Trento.

Sono state chiuse dalle camionette del Reparto prevenzione crimine di Padova e dalle volanti della questura.

Alcuni nigeriani (sono loro che hanno il monopolio del mercato di quel tipo di stupefacente) sono riusciti ad allontanarsi intuendo che, stavolta, non si trattava di un controllo normale. Gli altri sono stati messi alla corda: 25 gli arresti (ma il conteggio è ancora in corso), 3 i negozi con attività sospesa su
ordinanza firmata dal questore di Venezia tra via Monte San Michele e via Trento. Una donna ha lamentato un malore ed è stata trasportata in ambulanza all’Angelo, ma nulla di grave.

Le operazioni vanno avanti da ore: i sospetti sono stati identificati uno a uno, mentre alcuni all’inizio sono stati fatti stendere pancia a terra per essere perquisiti.

L’operazione ha visto impegnati 500 uomini della polizia, con l’impiego dei reparti speciali, di un elicottero, di almeno 6 unità cinofile in cerca di droga.

Alle lunghe indagini ha partecipato anche il Servizio centrale operativo della polizia di Stato.

I provvedimenti restrittivi (a carico in totale di una quarantina di persone) sono stati disposti, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio e riciclaggio.

Il dispositivo di polizia, oltre alle esecuzioni dei provvedimenti restrittivi, ha coinvolto l’Ufficio immigrazione, la Divisione polizia amministrativa e sociale e la Divisione polizia anticrimine.

Gli arresti sono scattati oltre che in via Monte San Michele anche in stazione e nel parco di villa Querini.


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