Genoa Chievo, tre punti importanti

E’ il bello del calcio. Il Chievo con Inglese espugna il campo della Lazio con l’unico tiro in porta: Lazio Chievo finisce così 0-1 a Roma. D’altronde il calcio non è una scienza esatta e dominare una partita per 90 minuti può non garantire di conquistare i tre punti. La Lazio tiene costantemente l’iniziativa, tira verso la porta del Chievo una trentina di volte, Sorrentino compie almeno sette parate decisive.
Poi, al 45′, quando non c’è più spazio per rimediare, nell’unico contropiede imbastito gli ospiti passano con Inglese, bravo a conservare le freddezza per spiazzare Strakosha.

La Lazio contava di ripartire dopo la sconfitta incassata a Torino con la Juventus, invece si ritrova con un pugno di mosche, ferma a 40 punti, nonostante un incontro che le sarebbe andato stretto se avesse vinto con 3-4 reti di scarto. Simone Inzaghi non può rimproverare quasi nulla ai suoi, anche se l’assenza dello squalificato Immobile in attacco si è fatta sentire. Ma non tutti i giorni ci si imbatte in un portiere come lo Stefano Sorrentino visto all’Olimpico.

Il problema di affrontare una squadra afflitta da quattro ko di fila e che darà tutto per non concedere il quinto: primo obiettivo non prenderle, di trapattoniana memoria. E, quindi, difesa ultra compatta, 9-10 uomini dietro la linea della palla, manovra d’attacco ridotta al minimo sindacale (complice l’assenza di Pellissier), con le punte preoccupate più di aiutare il centrocampo che di osare in avanti.

E’ questa la tattica del Chievo all’Olimpico e per 20 minuti la Lazio ne fa le spese. Chi può scardinare la linea Maginot gialloblù sembra Felipe Anderson, molto sofferto da Cacciatore. Alla lunga l’azione martellante dei padroni di casa apre ampie crepe nel muro veronese ed a questo punto sale in cattedra Sorrentino. Mentre la sua difesa fa sempre più fatica a chiudere gli spazi (con Gamberini e Spolli in crescente affanno), il portiere inchioda il risultato sullo 0-0 con quattro interventi non banali, tra il 23′ ed il 34′.

Ci prova due volte Parolo di testa, in mezzo Milinkovic con un gran sinistro dal limite dell’area, infine lo stesso Anderson, liberatosi in area di tre avversari prima di concludere. Nulla da fare, non si passa, Sorrentino ci arriva sempre. Bravo e gentiluomo, dopo ogni intervento sprona i compagni, invece di mangiarseli per averlo lascito solo nella bufera. La prima (ed unica) conclusione nello specchio del Chievo arriva al 42′, con De Guzman. Strakosha (sostituto dell’influenzato Marchetti) blocca facile.

La ripresa ricalca la stessa falsariga e l’assedio laziale si fa, se possibile, ancora più asfissiante. Il destro di Biglia da fuori area dà a Sorrentino l’ennesima occasione di mettersi in mostra. Milinkovic protesta per un contatto in area con Cacciatore, ma l’arbitro vede un suo fallo in attacco. Al 23′ ancora Sorrentino respinge su Parolo. Sembra ormai 0-0, invece la ripartenza del Chievo è velenosa ed Inglese, al 45′, batte Strakosha. La beffa gialloblù è servita.

“Abbiamo sofferto ma nel modo e con lo spirito giusto. La Lazio ha avuto delle occasioni ma nel finale siamo cresciuti e abbiamo trovato il gol. E’ una vittoria importante, venivamo da un periodo negativo e i ragazzi avevano grande voglia di fare punti”. Così l’allenatore del Chievo, Rolando Maran, dopo la vittoria sulla Lazio all’Olimpico. “Questa sera contava solamente il risultato – ha aggiunto il tecnico ai microfoni di Premium SPort – e vincere soffrendo come abbiamo fatto è ancora più bello. Giocare in questo modo vuol dire avere grande spirito. La classifica? Non ci fa bene guardarla. Dobbiamo continuare a lavorare, pensando a una gara alla volta”.



SHARE
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here