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Zaia, l’ordinanza uscirà giovedì. «Non la facciamo per chiudere tutto ma per evitare ammassamenti»

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Tremila positivi in più nelle ultime 24 ore in Veneto, 1773 ricoverati, 77 in più. Duecentosedici terapie intensive, 6 in più, 46 morti in più: una delle giornate più intense per decessi. Il livello raggiunto come ricoveri è lo scenario del 30 marzo e come terapie intensive al 19 marzo 2020, dichiara nel punto stampa il governatore del Veneto Zaia.

I ricoveri continuano a pesare, ce ne sono 7592 non Covid negli ospedali del Veneto, oltre ai 1800 per coronavirus. Il vantaggio è un elevato turnover dei letti, i ricoveri sono cioè più brevi. «Pronti ad affrontare la sfida, ad accogliere il vaccino a gennaio, e a garantire la catena del freddo richiesta per la conservazione – dice il presidente del Veneto – Il rischio regionale al momento è moderato». Il parametro 2.1 dell’Istituto superiore della Sanità, che considera la percentuale dei tamponi effettuati nelle regione per classificare il grado di emergenza, ora si è abbassato per il Veneto perché la Sanità considera anche i test rapidi effettuati: quasi mezzo milione. L’ordinanza di domani andrà ad incidere sugli assembramenti, spiega il presidente. «Rispettate le regole, avanti con coraggio – esorta Zaia – Evitiamo gli ammassamenti – e sul vaccino – se è vero che daranno 60 milioni di vaccini, occorrerà mettere in sicurezza le persone esposte, i più fragili, i sanitari».

In Veneto il provvedimento non andrà a chiudere tutto, spiega il governatore, «ma dobbiamo dare una mano ai medici che non possono trovarsi un pullman di pazienti di ricoverare». Zaia incontrerà i governatori di Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna con i quali ha costruito il testo delle nuove disposizioni, oggi pomeriggio, che sarà svelato giovedì ed entrerà in vigore dalla mezzanotte. «Le piazze sono piene di persone e questo non va bene. Per capire a dimensione della situazione in centro a Verona il sindaco ha dovuto mettere il senso unico per le passeggiate».
Antonella Gasparini

 

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