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sabato 18 Settembre 2021

Zaccariotto: ‘Un tavolo con tutte le categorie interessate al trasporto in laguna’

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Sul tema della mobilità in laguna, la Provincia di Venezia sta proseguendo il confronto con il Comune capoluogo con spirito di collaborazione, non solo per quanto riguarda la messa in sicurezza del traffico in Canal Grande, ma anche per una migliore organizzazione del trasporto acqueo in generale.
Una questione, quella della mobilità, che riguarda tutti – istituzioni, azienda di trasporto pubblico locale, operatori per la raccolta dei rifiuti, taxi, operatori del commercio, gondolieri.

E’ infatti di questi giorni l’approvazione da parte di entrambe le Giunte, comunale e provinciale, del modello per la costituzione del nuovo Ente di governo del bacino territoriale ottimale dei servizi di trasporto pubblico locale della provincia di Venezia, e dell’affidamento in house secondo gli accordi stipulati lo scorso agosto tra le Amministrazioni pubbliche, AVM S.p.A., Actv S.p.A. e le organizzazioni sindacali.

Ed è sempre di questi giorni l’ordinanza del TAR Veneto che ha riconosciuto la legittimità delle modifiche al regolamento sul trasporto acqueo adottate dal Comune di Venezia e approvate con le integrazioni della Provincia di Venezia. Il tribunale amministrativo ha ritenuto di valutare gli interessi pubblici in merito all’ordine e alla sicurezza nella navigazione interna, come preminenti rispetto agli adempimenti a carico delle imprese di trasporto di persone e di cose, derivanti dalla nuova versione del regolamento.

Già il mese scorso, in due distinti incontri – il 7 e il 21 – la terza commissione provinciale trasporti aveva esaminato i 26 punti che compongono il nuovo piano della mobilità in laguna, a seguito della richiesta da parte dei consiglieri di un momento di condivisione, in base al principio che tutto ciò che riguarda il trasporto acqueo inevitabilmente tocca gli l’economia della città e del territorio: se da una parte va garantita la mobilità dei residenti, dei pendolari e dei turisti, dall’altra vanno considerate le diverse tipologie di mezzi, il fatto per esempio che le gondole vanno a remi, ma anche gli obiettivi complessi e diversificati, come la necessità di risanare il bilancio della società di trasporti locale, le esigenze di risanamento ambientale, e in primis la sicurezza delle persone.

Sul tema sicurezza la presidente Francesca Zaccariotto ha dichiarato: «Propongo di avviare subito, in questa fase di revisione del regolamento provinciale, un tavolo con tutte le categorie interessate al trasporto in laguna. La sicurezza della navigazione nel Canal Grande è un obiettivo primario. Il tragico incidente che ha provocato la morte del docente tedesco la scorsa estate, se in parte frutto di sfortunate circostanze, ha avuto tuttavia il merito di portare all’attenzione generale ciò gli operatori del settore avevano in più occasioni segnalato a questa Provincia, ovvero i rischi continui e quotidiani per la sicurezza del personale addetto al trasporto, dei cittadini e dei turisti. Senza pensare al disagio per la mobilità dei mezzi e delle merci trasportate, a causa della elevata congestione del Canal Grande, con la compresenza e l’interferenza di un numero eccessivo di mezzi in navigazione, e l’assenza di ZTL, le misure di limitazione del traffico, e di controllo degli accessi per zone, fasce orarie, tipologia. Un tavolo in una più ampia visione di panificazione strategica, che valorizzi il contributo di conoscenza pratica dei problemi, e i tanti contributi utili che possono arrivare dagli operatori che vivono tutti i giorni sul campo.

Se c’è forse un punto dolente nel nuovo piano del Comune è proprio quello della sicurezza. Si finisce per privilegiare il carattere sanzionatorio degli interventi, piuttosto che la prevenzione e la pianificazione della mobilità, considerata in una visione strategica di sostenibilità ambientale. Questa visione è per noi coerente con il patto dei sindaci che abbiamo siglato nel 2010, che ci vede provincia capofila, e in linea con gli obiettivi del progetto comunitario 202020, che impone la riduzione entro il 2020 di almeno il 20% di CO2 e sostanze inquinanti nell’ambiente – aria, acqua, terra. Inoltre, altro punto dolente, le decisioni sono state prese a priori, senza il coinvolgimento di chi – operatori del trasporto merci, taxi e noleggiatori, gondolieri, oltre a tutti gli altri soggetti della navigazione – vive direttamente e sulla propria pelle le problematiche della mobilità in laguna e dei canali interni, tutti soggetti coinvolti a posteriori.

Una prima positiva esperienza avviata in collaborazione con il Comune, aveva portato nel luglio del 2010 alla sottoscrizione di un protocollo d’Intesa con i rappresentanti del trasporto acqueo; un primo passo verso una gestione coordinata dei servizi di trasporto pubblico non di linea, e verso la salvaguardia del patrimonio ambientale e artistico della laguna e della città storica; oggi andrebbe ripreso, proprio partendo dal contenuto di quel protocollo, che tracciava alcune azioni già condivise e possibili.

E’ necessario riavviare il dialogo, anche a fronte delle tante proteste scaturite. Ci rendiamo disponibili – e per noi l’occasione propizia è rappresentata dalla rivisitazione del regolamento per il coordinamento della navigazione locale nella laguna veneta – a farci garanti, a partire dalla constatazione delle inaccettabili condizioni in cui spesso si trovano a operare gli operatori, i gondolieri, i trasportatori di merce, anche per mancanza di rive o di pontili dedicati. Un modo per ragionare insieme di sviluppo sostenibile per Venezia e la sua laguna, una città e un territorio splendidi ma al contempo delicatissimi».

L‘assessore provinciale ai Trasporti Giacomo Grandolfo ha aggiunto: «Sempre in tema di sicurezza, un altro fronte su cui ragionare in modo concertato è quello della raccolta dei rifiuti di notte, indicazione già contenuta nel protocollo d’intesa ratificato da Comune e Provincia, ma rimasta finora lettera morta. I gondolieri hanno la necessità di potersi muovere dalla tarda mattinata in poi, in modo da intercettare la propria specifica clientela. Così è per i taxi, che devono aver la possibilità di circolare sempre, considerata la differente tipologia di utenti. Molti trasportatori di merci già oggi operano nelle ore notturne, ma esistono tipologie di merce, ad esempio il collettame, per cui finora non è stato possibile pensare ad una distribuzione notturna; tuttavia le preoccupazioni legate al rumore possono essere superate pensando ad una graduale trasformazione delle imbarcazioni che operano di notte in natanti elettrici dotati di sistemi oleodinamici che quasi annullerebbero il rumore. Un futuro che è già in parte realtà, in quanto sono già in circolazione imbarcazioni interamente elettriche per il trasporto di persone, e questa amministrazione due anni fa ne ha trasformata una delle proprie, come iniziativa sperimentale all’interno del patto dei sindaci e del progetto comunitario 202020.

Infine, pensiamo a quanto previsto dal regolamento provinciale all’art. 66 in cui è affrontato il tema del sistema integrato di rilevamento e controllo delle imbarcazioni in tutta la laguna veneta per la sicurezza della navigazione, basato sulla tecnologia di localizzazione e monitoraggio con GPS; anche questo punto purtroppo è finora rimasto lettera morta, ma c’è da parte nostra la piena disponibilità a ripartire, attraverso la revisione del nostro regolamento».

Redazione

[02/12/2013]

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