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giovedì 28 Ottobre 2021

Walter Onichini è in carcere, Zaia: “Mattarella conceda la grazia”

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Caso Onichini: Zaia chiede la grazia per il macellaio che è in carcere per aver sparato al ladro.
“Mi rivolgo al capo dello Stato e chiedo che venga concessa la grazia a Walter Onichini”, sono state le parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in merito alla vicenda che vede protagonista il macellaio padovano detenuto in carcere a Venezia dopo una condanna per aver sparato ad un ladro, ferendolo, che stava tentando di rubargli l’auto nel giardino della sua abitazione.
Il governatore ha sottolineato che l’unico fatto concreto è che “il ladro è libero e Onichini è in galera. Gli esprimo la mia totale vicinanza. – ha aggiunto – Sarebbe il caso di guardare al perché è accaduto, penso che sia stato preso dal panico. Altri nella sua situazione sarebbero scappati, altri avrebbero preso il primo oggetto contundente per colpirlo. Bisogna riconoscergli le attenuanti”.
“Siamo il Paese dell’impunità e per andare in galera bisogna farla davvero grossa. Si valuti quantomeno di mandarlo ai domiciliari” ha concluso Zaia.

Zaia si è accodato all’orientamento di Matteo Salvini che ieri si è recato al carcere di Venezia per fare visita al macellaio.
“Ho parlato con Walter, mi ha dato il numero della moglie, dell’avvocato, questo non è il posto per un padre di due figli di 7 e 9 anni, con i mutui accesi, l’unica soluzione è la domanda di grazia, ci vuole un po’ di pazienza. E anche sostegno economico perché i mutui non aspettano i tempi della giustizia italiana, quindi come Lega interverremo direttamente e speriamo che tanti altri facciano lo stesso”.
Il leader del Carroccio spiega la presa di posizione rispetto alla giustizia: “Ahimè è dentro da una settimana, dico ahimè perché tutti i casi precedenti, benzinai, tabaccai, ristoratori, gioiellieri e farmacisti si sono conclusi con assoluzioni, quindi non so perché i giudici abbiano fatto questa scelta, non la condivido assolutamente, però lavoro con quello che ho a disposizione, perciò domanda di grazia, 4 anni e 11 mesi per un lavoratore, padre di famiglia, con moglie e due figli che vanno alle elementari non sono ipotizzabili”.

“Conto che passi meno tempo possibile in carcere e possa tornare a casa il prima possibile. Non è una questione politica, ma di un padre di famiglia di 41 anni che dovrebbe essere a casa e non in carcere, chiederò, nel rispetto dei ruoli e di ciascuno, penso a nome di tanti, che il prima possibile possa tornare a casa a lavorare e mettere a letto i suoi figli”.
Il leader della Lega prende le distanze dalle scelte giudiziarie: “Non condivido il parere della giustizia, i momenti di terrore possono durare trenta secondi o dodici ore, non posso giudicare gli atti di un altro essere umano, spero di non trovarmi mai in quelle condizioni, perché nessuno è lucido in quei momenti. Né quando spara senza ammazzare, per fortuna, né quando va avanti nelle ore successive, soccorrendo o non soccorrendo”.
La strategia di Salvini sarà quella di puntare sulla storia della famiglia, più che sugli aspetti giudiziari: “Dopo otto anni penso che chiudere in sei metri quadri – ovviamente è da solo perché alcuni altri ospiti di altre nazionalità potrebbero non esser particolarmente educati nei suoi confronti -, ho chiesto che venga tutelato, sorvegliato, protetto. La giustizia italiana ha dato la sua sentenza, ora c’è qualcuno che sta più sopra e conto che conosco la storia di questa famiglia. Porterò al presidente Mattarella non atti giudiziari, non sta a me, ma la sua storia. Uno può aver sbagliato, per carità di Dio, però star cinque anni lontani dai figli, oltretutto con il rapinatore che è a spasso, non penso che sia la fine degna di questa vicenda”.

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Ma Salvini ce l’ha anche con l’autonomia discrezionale dei giudici.
“Serve una riforma della giustizia, non è possibile che a episodi simili corrispondano assoluzioni o condanne”. Lo ha detto da Venezia Matteo Salvini.
“Ne so qualcosa perché sull’episodio di sequestro di persona sono stato assolto a Catania perché il fatto non sussiste – aggiunge – e rinviato a giudizio a Palermo dove comincio il mio processo il 23 ottobre, quindi bisognerebbe lasciare discrezionalità limitata ai giudici”.

Salvini ha proseguito: “Uno interpreta la legittima difesa a seconda dei casi. Io di casi simili ne ho seguiti tanti, sia prima della legge, sia dopo la legge. In carcere forse ne sono andato a trovare uno, a Piacenza, ma ben prima della legge sulla legittima difesa. In tutti gli altri casi c’è stata l’assoluzione, nel caso di Onichini no, vediamo di – non polemizzo – risolverla in altra maniera con chi sta più in alto”.

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6 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. non riesco a risponderti sotto Bob, viene qui in alto:
    la tua è una visione di una fetta di realtà.
    L’altra, che non è in opposizione alla tua, è che i cittadini diventeranno sempre più guardinghi nel difendere le proprie famiglie e i propri averi dato che lo stato-burletta non ci riesce.

  2. Sono senza parole.
    Ha sparato, con un fucile, non in aria, ma per colpire, più volte, dalla terrazza verso il parcheggio a un ladro di auto CHE STAVA SCAPPANDO.
    L’ha colpito a morte.
    E’ SCESO da casa nel parcheggio, ha CARICATO il corpo sanguinante in macchina e l’ha SCARICATO in un canale in mezzo a dei campi.
    Intanto la MOGLIE è scesa con un secchio di candeggina e ha PULITO le macchie di sangue.
    Se un passante non avesse visto il corpo nel canale e chiamato l’ambulanza, il ferito sarebbe SICURAMENTE morto (perizia del tribunale).
    E una persona del genere non deve pagare.
    E perchè secondo Zaia? Perchè è un padre di famiglia, gran lavoratore e con un mutuo da pagare.
    Ora la domanda: tutto questo è solo perchè il ladro era uno straniero, giusto?
    Perchè se avesse sparato a un ragazzino del posto che stava facendo una bravata (e dalla terrazza, di notte, di sicuro non poteva aver capito età, nazionalità e fedina penale del bersaglio), la richiesta di grazia non gli sarebbe mai passato per la testa di chiederla, vero?
    Perchè se avesse ammazzato un ragazzo del posto, la discussione sarebbe sulla pericolosità delle armi, sui pistoleri, ecc. e non passerebbe per la testa a nessuno di chiedere la grazia perchè l’accusato ha il mutuo, vero?

    • Caro Bob
      Le concedo tutte le sue osservazioni tranne una:
      “Ora la domanda: tutto questo è solo perchè il ladro era uno straniero, giusto?”
      No, perchè è entrato in casa mia, perchè voleva rubare, perchè spesso le rapine nelle abitazioni finiscono male per i proprietari.
      E’ con i ladri che ti entrano in casa che va usato il pungno duro prima di tutto, poi certo punire chi sbaglia difendendosi

      • Pierandrea,
        non l’ha trovato in CASA, era nel PIAZZALE che stava cercando di rubargli la macchina.
        Ha sparato dalla terrazza, con un fucile, verso il parcheggio.
        Dagli atti del tribunale: gli ha sparato al corpo la prima volta colpendolo a braccia e testa, poi quando il ladro stava scappando insanguinato, mentre urlava < gli ha risparato alla schiena.
        Poi è sceso, ha buttato il corpo nel bagagliaio della macchina e l’ha buttato in un canale.
        Mentre la moglie cercava di togliere con la candeggina il sangue dal parcheggio.
        Ora ripeto la domanda: se avesse fatto tutto questo ad un ragazzo del posto, si sarebbe comunque chiesta la grazia?

        • il piazzale di casa, come lo chiami tu E’ CASA. e’ proprietà privata, tu non ci devi entrare punto.
          Ho già detto che la legge deve occuparsi di chi sbaglia difendendosi, senz’altro d’accordo,
          ma è comprensibile il marasma che può prendere una persona che difende le sue proprietà dato che quella stessa legge si dimostra moooolto tollerante invece con chi delinque.
          E tutte le sue domandine le vada a porre agli anziani picchiati, imbavagliati, maltrattati, quando non uccisi, dai ladri che sono entrati in casa per rubare.
          Perchè sono queste le cose che passano per la testa a chi si trova un ladro davanti…

          • Sai Pierandrea qual è la mia paura?
            è che le persone si sentano sempre più invitate a farsi giustizia da sole.
            Con le continue legittimazioni che i nostri politici stanno dando a chiunque lo abbia fatto, si rischia di creare una deriva che, visto l’andamento negli USA, sappiamo già che porterà ad un imbarbarimento della nostra società.
            Difendere, fare sit-in, chiedere collette e grazia per chi la nostra legge ha dichiarato colpevole, vuol dire non solo screditare i giudici ma soprattutto invitare la gente a comportarsi nella stessa maniera.
            Quindi, se in un futuro ci troveremo ad avere sempre più pistoleri in giro per le nostre strade, sapremo a chi dare la colpa.
            E ti assicuro che i pistoleri non sparano sempre a ragione e solo ai cattivi.

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