Videocamere in casa della ex, trevigiano a giudizio.

Un quarantenne trevigiano è stato rinviato a giudizio con l’accusa di interferenze nella vita privata della ex moglie, perché sospettato di aver collocato, all’interno della casa nella quale inizialmente viveva con la donna, una serie di videocamere in grado di permettere, tramite un router wi-fi, la registrazione delle immagini a distanza.

L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe anche collocato nell’automobile dell’ex consorte un rilevatore satellitare Gps, a suo dire fornitogli da un’agenzia investigativa privata, con lo scopo di monitorare gli spostamenti della vettura e trovare riscontro a presunte frequentazioni della compagna con altri uomini.

I fatti contestati risalgono a cinque anni fa. A scoprire la presenza dei dispositivi sarebbe stata la stessa donna, insospettita da disturbi elettromagnetici che ostacolavano l’ascolto dei programmi radiofonici.

(foto di repertorio)


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