Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Venezia e le affittanze turistiche “non ufficiali”, grosso problema: come farle emergere e (magari) regolarizzarle? Il sindaco promette un “premio” per i più ligi: pass “premio” per gli ospiti in modo da poter girare ovunque anche a varchi-tornelli chiusi.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
“Le strutture alberghiere lo sono già, ma stiamo pensando anche a una certificazione del Comune per le strutture private che ospitano turisti. Senza di questa, i clienti magari non potranno avere un pass per girare liberamente in città in caso di chiusura dei varchi”.
Lo ha detto il sindaco Luigi Brugnaro, intervenendo a una seduta della commissione comunale turismo, per rispondere ad alcune interpellanze riguardanti il sistema di gestione dei flussi introdotto per la prima volta durante il ponte del 1 maggio e
ribadito in occasione del weekend del 2 giugno.
“Tra un anno – ha aggiunto – saremo con ogni probabilità in grado, attraverso un software, di calcolare in maniera oggettiva quante persone transitano in un determinato luogo. A quel punto la decisione di chiudere o meno i varchi non sarà più discrezionale”.
L’intenzione dell’amministrazione comunale è di certificare le strutture che ospitano turisti, in modo da garantire ovunque standard ricettivi adeguati, permettendo così ai loro ospiti di avere i pass con cui circolare liberamente in città anche in caso di pienone nelle giornate da bollino nero.
“Ma la certificazione del Comune -ha spiegato Brugnaro – la si otterrà solo se si sensibilizzerà il proprio cliente sulla necessità di rispettare Venezia – ha concluso Brugnaro – Si valuterà se consegnare dei sacchetti per i rifiuti alle strutture certificate con un numero corrispondente al nulla osta, in modo da capire se il turista si comporta in maniera corretta. Altrimenti pagherà anche il responsabile dell’alloggio”.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google