Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci lascia Venezia: appuntamento all’Accademia sabato mattina

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Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci lascia Venezia, appuntamento all'Accademia sabato mattina

L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci lascia Venezia in direzione Parigi: il Gruppo 25 Aprile non ci sta. In un comunicato apparso sul sito dell’associazione, il portavoce Marco Gasparinetti esprime piena adesione alla manifestazione “MiNoVadoVia” di sabato 5 ottobre, indetta da Italia Nostra e VeneziaMioFuturo per dire “no” al trasferimento dell’opera.

“Non tutti sanno che il disegno più famoso del mondo si trova a Venezia – commenta Gasparinetti – tutti noi l’abbiamo avuto in tasca almeno una volta sulle monete da un euro, ma l’originale appartiene alle Gallerie dell’Accademia, dov’è custodito dal 1822 e assicurato per la cifra di un miliardo”.

L’opera sarà esposta per otto settimane al Louvre di Parigi, in una mostra che celebrerà i cinque secoli dalla morte dell’artista radunando in un unico luogo i suoi 120 lavori principali. L’accordo italo-francese, ventilato durante il governo Gentiloni e frenato dall’amministrazione giallo-verde, ha ottenuto il vaglio definitivo dal neo Ministro della Cultura Dario Franceschini e dal suo omologo francese Franck Riester, suscitando non poche polemiche di chi parla di un’operazione squilibrata a favore dei transalpini.

L’Italia manderà a Parigi anche l’Autoritratto di Leonardo custodito a Torino, mentre dagli Uffizi partiranno tre studi di panneggio, una copia della Leda e una della battaglia di Anghiari. Il tutto in cambio di alcune opere di Raffaello che saranno esposte alle Scuderie del Quirinale in occasione della mostra prevista per il 2020.

“L’Uomo Vitruviano è un pezzo di inestimabile valore – continua Gasparinetti – troppo fragile per essere spostato e ritenuto inamovibile dalla precedente direzione. Realizzato attorno al 1490 con del semplice inchiostro su carta, il disegno di Leonardo è molto sensibile alla luce, e necessita ad ogni esposizione di rimanere al buio per lunghi periodi. Già dopo la recente mostra avrebbe dovuto ‘riposare’ per cinque anni: ciò significa che per poterlo rivedere ci aspettano delle tempistiche davvero infinite”.

L’ultimo ad esprimere dubbi sullo spostamento dell’Uomo Vitruviano era stato il deputato FdI Federico Mollicone, che in una recente audizione alla Commissione Cultura ha ricordato il mancato prestito della Gioconda proprio a causa di una perizia che ne stabiliva l’intrasferibilità. Il suo intervento ha causato il feroce attacco di Vittorio Sgarbi, secondo il quale: “a Venezia il capolavoro di Leonardo non lo vedeva nessuno, mentre in cambio riceviamo un doppio ritratto di Raffaello Sanzio”.

Ma il portavoce del Gruppo 25 Aprile non è della stessa opinione: “Se l’Uomo Vitruviano potesse parlare – conclude Gasparinetti – direbbe che di questo viaggio ne farebbe volentieri a meno, e saremo noi a farlo per lui sabato 5 ottobre, alle ore 10 davanti all’Accademia, per salutarlo, almeno, con l’onore delle armi”.

Alla manifestazione aderirà anche la pagina Facebook “Venezia non è Disneyland” oltre a trenta attività commerciali del Centro Storico, mentre Italia Nostra continua a ribadire l’illegittimità del prestito. Il presidente nazionale Mariarita Signorini ricorda l’esistenza di un comma del Codice dei Beni Culturali secondo il quale l’opera non può lasciare l’Italia.

Ed è su questa argomentazione che Italia Nostra si riserva di ricorrere al Tar per bloccare in extremis la partenza dell’Uomo Vitruviano, atteso al Louvre già il 18 ottobre per l’anteprima della mostra riservata alle autorità e alle personalità di spicco della cultura francese.

‘Italia Nostra’, ‘Venezia Mio Futuro’, ‘Gruppo25Aprile Venezia’, ‘Venezia non è Disneyland’, oltre a decine di attività e di tutti i privati cittadini che vorranno esserci, danno appuntamento sabato mattina alle 10 ai piedi del ponte dell’Accademia, di fronte all’ingresso delle Gallerie (civico 1050).

Nino Baldan

Riproduzione Riservata.

 

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