Un frutto acerbo – Un viaggio alla scoperta di sé stessi

ultimo aggiornamento: 28/02/2020 ore 11:32

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un frutto acerbo wioletta greg

Chi legge tanto come me finisce nella testa per catalogare i libri. Una catalogazione che niente ha a che fare con i generi classici, ma che permette a noi lettori di ricordare i libri a suon di emozioni. E ci sono alcune opere che io chiamo “del focolare” in grado di scaldarti, di portarti davanti ad un camino, in una casa di legno, con una coperta sulle gambe nonostante il racconto non sia così accogliente e abbia un attaccamento alla cruda realtà, da pugno nello stomaco. Di questa categoria fa parte il breve racconto di Wioletta Greg, Un frutto acerbo, che esce per Bompiani, oggi 4 marzo.

Wioleta è nata a Hektary, un villaggio agricolo nella Polonia degli anni settanta: un’infanzia scandita dalle feste di paese, da una vita semplice a stretto contatto con la natura, dai pettegolezzi delle donne e dai piccoli e grandi segreti che tutti nascondono dietro le porte chiuse a chiave, come quella nel laboratorio della sarta.

Un libro che dal nome della protagonista possa portare l’autrice stessa ad impersonarne i panni e che quindi ci offre le chiavi per entrare se non nel suo passato, in quello di una Polonia passata, in bilico tra tradizione e mondo moderno.
Un universo, quello raccontato da questa opera, che ci trasporta come lettori nelle vite di questi personaggi che se anche non descritti approfonditamente (dovuto alla lunghezza del libro), riescono in qualche modo ad arrivare a segno nel cuore e nella mente.

Titolo emblematico, ci fa capire che siamo davanti a quello che nel cinema americano, soprattutto anni ’80, viene chiamato coming of age, libro di formazione che ci mostra la crescita della protagonista e della nazione, in un turbinio di emozioni tipiche dell’adolescenza e della giovane età.

Greg ci mette cuore in ogni parola scelta, lo si percepisce per la cura con cui la prosa è stata scritta, in modo semplice, ma anche evocativo. Il piano bucolico in cui vengono presentati gli eventi non deve trarre in inganno, pensando che ci conduca verso un’assoluta pace interiore. Alcuni capitoli, infatti, ci trasportano verso la parte più oscura dell’animo umano, raccontandolo però , come è giusto che sia, come qualcosa che fa inevitabilmente parte della nostra vita e del nostro essere.

Un frutto acerbo è un libro alla scoperta di sé, dei segreti di un paese e dei misteri del mondo. Un viaggio da fare tutto d’un fiato.

Sara Prian

Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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