La Torre di Ruin, Scienza Vs Religione nel thriller di Simon Toyne

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“Non tutti gli scienziati sono dei barbari senzadio. Una volta ho assistito a una sua lezione sul rapporto tra religione e scienza, in cui sosteneva che studiare le stelle era solo un modo come un altro per cercare di avvicinarsi a Dio”

Scienza Vs Religione, questo il tema centrale de La Torre di Ruin, nuovo appassionante thriller di Simon Toyne in uscita per Sperling & Kupfner il prossimo 14 luglio con traduzione di Annalisa Garavaglia.

Custodita segretamente per secoli dai suoi monaci, la Cittadella proibita di Ruin, in Turchia, ha aperto le sue porte. E una spaventosa epidemia ha distrutto quasi tutto ciò che viveva al suo interno. Uno dei superstiti è Gabriel Mann, ma la malattia lo sta uccidendo, nonostante sia anche il depositario della cura. Mentre lui lotta tra la vita e la morte, l’ex giornalista Liv Adamsen, la donna che incarna un’antica profezia, è rimasta completamente sola contro chi vuole ridurla al silenzio. In America, intanto, l’agente dell’FBI Joe Shepherd sta indagando sulla scomparsa del più importante ricercatore della NASA, che ha perso il controllo del telescopio Hubble, ora puntato verso la Terra. All’improvviso su tutti i monitor del centro spaziale compare un unico messaggio: «l’umanità non deve guardare oltre.» Poco dopo cominciano a prodursi spaventosi fenomeni naturali e la gente cerca rifugio tra le mura di casa. La soluzione dell’inquietante catena di eventi si trova a molti chilometri di distanza, in un luogo mitico in pieno deserto. Dove Liv Adamsen affronterà la rivelazione finale. Per impedire l’apocalisse. Misticismo e avventura si mescolano ancora una volta nell’esplosivo fi nale della trilogia di Ruin, elettrizzante bestseller internazionale. Dopo Sanctus e La predestinata, un romanzo da cardiopalma sul destino del mondo.

Incalzante, ricco di personaggi, che costruisce nuove domande ad ogni pagina per srotolare la matassa solo nel finale, questo è La Torre di Ruin, un libro che Toyne imposta come una matrioska, dove ad ogni nuova piccola rivelazione si aggiungono altrettanti enigmi, sospesi tra modernità e credenze antiche.

Da sempre, infatti, esiste una sorta di competizione tra la scienza-tecnologia e la religione. Chi crede fortemente nella prima e chi nella seconda, moltissime volte senza aprire la possibilità di una convivenza in uno stesso individuo. Entrambe, infatti, lottano per dare la loro spiegazione del mondo ed è proprio la voglia della scienza di spingersi oltre i confini dell’universo con il telescopio Hubble che danno il via alla vicenda narrata ne La Torre di Ruin. Una fede incrollabile nella tecnologia da una parte, una fede intoccabile verso Dio e la religione dall’altra, si combattono per la supremazia in una battaglia a cui, la maggior parte dei protagonisti, non sa di esserci.

Toyne di fondo, però, vuole cercare di far capire che, se le due correnti, lavorano assieme si possono fare grandi cose e fa assumere questo arduo compito ad Athanasius, monaco della Cittadella che unisce fede e tecnologia per riuscire a salvare il mondo dall’epidemia. Un percorso, quello che ci offre l’autore, che non solo intrattiene ed appassiona, ma ci porta anche riflettere sul ruolo che questi due punti fermi dell’esistenza hanno e devono avere.

Un saggio filosofico tra le righe, accessibile a tutti, che ti tiene incollato pagina dopo pagina.

Sara Prian

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