Stefano Zecchi: “Il Comune deve difendere l’Ospedale di Venezia attraverso la residenzialità”

ultimo aggiornamento: 06/09/2020 ore 10:41

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Stefano Zecchi: "Il Comune deve difendere l'Ospedale di Venezia attraverso la residenzialità"

Sabato mattina il professor Stefano Zecchi, candidato sindaco per il Partito dei Veneti, ha partecipato in campo Santi Giovanni e Paolo all’incontro tra i candidati sindaco promosso dal Movimento per la difesa della Sanità veneziana dal titolo “Il ruolo del Comune di Venezia nella gestione delle politiche socio-sanitarie.

Di seguito l’intervento del professor Zecchi.


“Non sono potuto nascere all’ospedale Civile di Venezia perché in quel periodo era stato danneggiato dalle bombe, era il 18 febbraio 1945. Sono quindi nato in casa, non molto lontano da questo campo. Oggi questo ospedale è bombardato culturalmente ed economicamente. E dico, vogliamo ancora prenderci in giro? La sanità è uno degli affari più colossali di questo paese: se questo ospedale non funziona più come prima, non è perché la struttura ha deciso di non funzionare più. L’ospedale dell’Angelo di Mestre è stato costruito con project financing, con finanziamenti privati che devono essere “ripresi”, che devono ritrovare la propria redditività. E allora cosa succede: razionalizzazione e tagli al Civile da una parte, spopolamento di Venezia dall’altra. Oggi sembra di trovarsi nell’ultimo romanzo di Pirandello “Uno, nessuno e centomila”: nessuno è responsabile di quello che è accaduto. Si può davvero credere che chi ci ha governato, negli ultimi 5 anni, e prima per trent’anni, non sia responsabile dell’attuale situazione? I soldi della sanità sono andati tutti a Mestre, non sono arrivati a Venezia.
Si può forse pensare che in un centro storico e isole, dove si rischia di avere soltanto 20mila abitanti, verrà implementato l’ospedale? Cosa ha fatto il Pd per tutti questi anni a Venezia se non spopolare la città, ridurre i servizi, rendere difficoltoso il trasporto pubblico? E diminuendo gli abitanti, l’ospedale Civile potrà funzionare? Il sindaco Brugnaro aveva promesso un aumento della residenzialità veneziana che invece è caduta in questi ultimi anni, è diminuita ancora. E vogliamo credere adesso che nei prossimi 5 anni questa residenzialità crescerà e che quindi questo ospedale resterà in piedi? Sono profondamente indignato per la situazione e le prese in giro ai cittadini.”

“Abito al Lido e mia madre era maestra lì: l’ospedale del Lido, come il Civile, era un gioiello, ma è stato distrutto dalla sanità privata. Un altro esempio, cos’è successo durante la pandemia di questi mesi? E’ accaduto che non vi erano abbastanza presidi sanitari perché la sanità si era ridotta a privatizzarsi. E ora discutiamo del futuro di questo ospedale con i responsabili che l’hanno distrutto? Che hanno distrutto la residenzialità a Venezia, che hanno distrutto l’economia di Venezia, il suo artigianato, la piccola impresa. Venezia è sempre stata vista come un grande affare ed è vergognoso, sono sempre più indignato. Venezia è stata spolpata e adesso sento che quelle stesse persone saranno in grado di rimettere insieme i cocci? Ma vogliamo prenderci in giro?”

“Venezia è stata ridotta così perché hanno voluto ridurla così, non è stato un destino cinico e baro che ha portato via i residenti a Venezia, che ha distrutto la prima e fondamentale difesa dei veneziani, la sua sanità e il suo ospedale. Il sindaco è responsabile, per legge, della salute dei suoi cittadini. Vorrei che coloro che hanno sfasciato questa città dicessero: “Io non ho più il diritto di governare questa città”.


“Venezia deve ritrovare la sua forza attraverso la residenzialità, perché è in questo modo che si difende e tutela la sanità e una città. Ciò che serve e sosteniamo è il riconoscimento di uno Statuto Speciale per Venezia, che ci dia un’autonomia fiscale e amministrativa. Da lì è necessario partire, non dai discorsi a vanvera e dalle promesse elettorali che non portano da nessuna parte”.

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