Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Una vicenda che parla di molestie sessuali in un’azienda di Sernaglia della Battaglia, in provincia di Treviso. Tutto ha avuto inizio con una scoperta inaspettata da parte di due impiegate: le due giovani lavoratrici, infatti, hanno trovato una webcam (collegata a un computer) posizionata strategicamente sotto le loro scrivanie. L’apparecchio sembrava essere diretto a guardare le loro gambe, sollevando immediatamente i peggiori sospetti.
L’episodio è stato casualmente scoperto quando una delle due donne, insospettita da quello che sembrava essere il dispositivo, ha chiesto l’aiuto di un collega per capire e per rimuovere la telecamera. Una volta scoperta la cosa, però, è stato il titolare dell’azienda, un 48enne, a reagire in modo furioso, tanto da denunciare le due ragazze e il loro collega per furto.
Una delle donne coinvolte ha comunque presentato una querela nei confronti del suo datore di lavoro, accusandolo di molestie sessuali per quanto accaduto e altro. Secondo la denunciante, il titolare dell’azienda sarebbe colpevole di comportamenti “sconvenienti”. Avrebbe infatti raccontato di simulazione di atti sessuali ogni volta che si chinava, e di altri comportamenti inappropriati e sgradevoli per una donna.
La storia si aggroviglia così in un intreccio di accuse, con il titolare identificato per l’accusa di violenza sessuale e i tre dipendenti, invece, sotto indagine per il reato di furto. A complicare ulteriormente la situazione, emerge che, nel periodo in cui sono avvenuti i fatti, il titolare dell’azienda intratteneva una relazione sentimentale con un’altra impiegata, oggi 33enne.
Questo flirt, però, non era destinato a durare: il titolare, secondo le testimonianze, avrebbe perso il controllo a causa della gelosia in diverse occasioni, criticando la donna per il suo abbigliamento, ad esempio, accusandola di indossare gonne troppo corte, e mostrando gelosia quando lei parlava con i colleghi maschi. Così, la relazione si è interrotta proprio nel momento in cui è stato scoperto l’inganno della telecamera sotto le scrivanie.
Le due impiegate coinvolte nel caso, infatti, hanno affrontato il titolare chiedendo spiegazioni dopo aver rimosso la webcam, dando il via alle denunce che hanno coinvolto anche la collega 33enne, la quale, nel frattempo, ha consigliato all’accusante di rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare le molestie.
Attualmente, il caso ha preso la strada delle aule del tribunale, con i tre dipendenti accusati di furto da una parte, e il titolare dell’azienda, un uomo di 48 anni, sul banco degli imputati per il reato di violenza sessuale. Le indagini sono ancora in corso, e il pubblico ministero sta raccogliendo le prove per definire la verità di quanto accaduto tra le mura dell’azienda di Sernaglia della Battaglia.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google