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A Sir John Eliot Gardiner il Premio Una vita nella musica 2017

È stato consegnato a Sir John Eliot Gardiner, questa mattina, il Premio Una vita nella musica 2017.

La cerimonia di consegna del Premio – fondato nel 1979 da Bruno Tosi per celebrare le personalità più illustri della scena musicale internazionale e giunto nel 2017 alla sua trentesima edizione – si è svolta oggi, martedì 20 giugno 2017, alle ore 12.00, nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

La fortunata circostanza di assegnare a Sir John Eliot Gardiner il Premio Una vita nella musica, qui a Venezia, in concomitanza con l’attesa trilogia monteverdiana al Teatro La Fenice – si legge nelle motivazioni del Premio – dev’essere prima di tutto sgomberata dall’equivoco che il Maestro inglese sia un interprete ‘specializzato’ nella musica antica.

In realtà, Gardiner attraversa da mezzo secolo la scena artistica internazionale in maniera del tutto originale, senza dogmi né pregiudizi, interpretando con lo stesso inestinguibile amore per il far musica lavori di ogni epoca e genere, dalla musica sacra all’opera, dal poema sinfonico alle grandi forme strumentali della musica assoluta.

Sir John è stato folgorato da ragazzo dall’ascolto dei Vespri della Beata Vergine di Monteverdi, che hanno rivelato al promettente studente di Cambridge l’infinita ricchezza di sfumature del suono, e la potenza espressiva del chiaroscuro della voce umana e del timbro degli strumenti. Non a caso, il primo organismo musicale creato da Gardiner, oltre 50 anni fa, porta il nome di Monteverdi, un autore che continua a rimanere al centro del suo Pantheon artistico.

L’altro nome imprescindibile, parlando di Gardiner, è quello di Johann Sebastian Bach, al quale il direttore ha dedicato numerosi progetti musicali e anche un’estesa monografia, Music in the Castle of Heaven, tradotta in italiano nel 2015 da Einaudi col titolo La musica nel castello del cielo, nella quale non è difficile scorgere, in filigrana, un autoritratto artistico dello stesso autore.

Il fatto di essere stato fin dagli albori, negli anni Sessanta, uno dei protagonisti del movimento cosiddetto Historically Informed Performance, esecuzioni storicamente informate, non ha in alcun modo pregiudicato il suo approccio concreto, sensuale e drammatico al fenomeno musicale, che si manifesta in primo luogonella realtà fisica del suono.

In questo senso sono particolarmente significative le esperienze di Gardiner con l’Orchestre Revolutionnaire et Romantique e le sue interpretazioni della musica di Berlioz e dei musicistiromantici. Questa naturale inclinazione a sentire il suono come gesto illumina le ragioni anche della spontanea predilezione di Gardiner per il teatro musicale, che forse ha raggiunto la massima espressione negli allestimenti delle opere di Mozart.

Alle cerimonia di premiazione, erano presenti il Sovrintendente Cristiano Chiarot, il direttore Artistico Fortunato Ortombina e in rappresentanza del Sindaco Luigi Brugnaro era presente la Presidente della Commissione Cultura, avv. Giorgia Pea, che ha portato i saluti del sindaco e della città di Venezia.

Il comitato scientifico formato da Mario Messinis (presidente), Oreste Bossini, MassimoContiero, Andrea Estero, Gian Paolo Minardi, Giorgio Pestelli e Francesca Valente ha inoltre assegnato alla musicologa Liana Püschel, al gruppo Mdi Ensemble e al compositore Daniele Ghisi il Premio Una vita nella musica Giovani, categoria speciale dedicata alle nuove generazioni della quale si celebra quest’anno la quinta edizione.

Ecco la motivazione del Premio al gruppo mdi Ensemble:
In dieci anni d’intensa attività sulla scena italiana e internazionale l’mdi ensemble si è distinto come una delle realtà più innovative e qualificate della musica del nostro tempo. Formazione flessibile e di stampo cameristico, l’mdi ensemble ha perseguito con tenacia e infaticabile studio uno scopo molto preciso, affrontare cioè la produzione di musica contemporanea con una forte identità di suono e di stile interpretativo, alla stregua delle formazioni cameristiche dedite al repertorio tradizionale.

In questo senso il gruppo è arrivato nel tempo a una definizione dell’organico e dei musicisti, che fosse in grado di assicurare la continuità del lavoro e della ricerca. Un’altra caratteristica essenziale del percorso dell’ensemble consiste nel costante rapporto di collaborazione con gli autori, che comprendono compositori appartenenti a generazioni e tendenze diverse come Helmut Lachenmann, Marco Momi, Stefano Gervasoni, Sylvano Bussotti, Giovanni Verrando, Emanuele Casale e altri.

Per progetti specifici l’ensemble ospita direttori in sintonia con la sua visione artistica, tra i quali figurano artisti di spicco come Pierre-André Valade, Marco Formenti, Beat Furrer e RH Platz. L’apertura ai linguaggi musicali contemporanei ha spinto l’mdi ensemble ha sperimentare nuove strade anche nell’ambito della produzione stessa degli strumenti, lavorando in maniera integrata con i colleghi di Repertorio Zero, un progetto nato sulla ricerca di nuove forme di fusione e ibridazione tra gli strumenti tradizionali e il mondo informatico e digitale.

«Le composizioni musicali di DanieleGhisi – si legge nelle motivazioni del Premio al giovane compositore – si distinguono per la forte carica sperimentale alimentata da una musicalità istintiva e da una forte coscienza del ruolo sociale del fare musica oggi. Dopo il diploma ha seguito numerosi seminari internazionali di composizione che ne hanno sviluppato la tendenza all’originalità e la curiosità combinatoria di vari mezzi espressivi, compresi quelli elettronici: doti che lo hanno fattoriconoscere come ricercatore e compositore in residence presso importanti istituzioni, come l’Akademie der Künste di Berlino e l’IRCAM di Parigi. Daniele Ghisi rivela un forte talento per l’evidenza gestuale che spinge la sua musica verso il teatro, dove ha già raccolto significativi consensi con la sua prima opera La notte poco prima della foresta rappresentata a Milano nel 2009; importante nella creatività del Ghisi è la ricerca di una confluenza della musica con le arti visive, testimoniata dalla collaborazione con il videoartist Boris Labbé, e il forte interesse per il lavoro collettivo, di cui nell’ottobre 2017 darà prova I mille fuochi dell’universo per ensemble e musica elettronica commissionato da Milano Musica. Nel panorama della giovane musica contemporanea l’opera di Daniele Ghisi si distingue anche per la gamma delle gradazioni timbriche e per lo studio capillare del suono perseguito anche negli strumenti tradizionali, sì da formare un originale collegamento fra tradizione e innovazione».

Infine, la motivazione del Premio alla musicologa Liana Püschel: «Nella prima parte della sua monografia Russi, Caffè e Avanguardie, Liana Püschel affronta la Parigi artistica degli ultimi decenni dell’Ottocento, prima di dedicarsi nella seconda a un vasto saggio analitico delle Histoires naturelles di Maurice Ravel su parole di Jules Renard. La Püschel si destreggia con notevole abilità nel tratteggiare la Parigi musicale di quella mitica età artistica: nessun accumulo di dati, ma scelta di argomenti essenziali, con scorci e prospettive originali che restituiscono il tono di quella età: dalla prima scoperta della musica russa importata a Parigi al trionfo delle stagioni di Diaghilev, dall’apostolato didattico di César Cui alla scoperta del genio di Musorgskij, alle reazioni dei giovani francesi, Debussy e Ravel in primis, ma anche Chabrier e Satie; tutto fra rifacimenti à la maniere de e diffusione di una musica inseguita in sale da concerto, teatri, café-chantant e music-hall. Queste doti non vengono meno anche quando con responsabilità musicologica sono affrontate le Histoires naturelles negli aspetti letterari e musicali, conclusi da un brillante capitolo dedicato ai progetti di Diaghilev con i futuristi italiani. Tutti questi spunti sono sviluppati conacuti collegamenti fra varie discipline, finezza critica e capacità umoristica tali da denotare nella Püschel una reale vena artistica».

Durante la cerimonia è stato consegnato a Sir Gardiner un piatto in vetro artistico di Murano con decorazione in foglia d’oro, e ai giovani premiati tre premi in vetro tutti realizzati dal Consorzio Promovetro Murano. Inoltre Seguso Vetri d’Arte ha offerto a Gardiner un’opera in vetro di Murano: a consegnare il premio – un prezioso vaso che rappresenta la sapienza secolare e il valore dell’arte muranese – è stato Gianandrea Seguso.

Nel corso della cerimonia di premiazione, Mdi Ensemble ha eseguito il Quinto dai Preludi per flauto, clarinetto, pianoforte preparato, violino, viola e violoncello (2015) di Filippo Perocco e tre brani dalla raccolta Meccanica del quotidiano per pianoforte (2013) di Daniel Ghisi.

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