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mercoledì 20 Ottobre 2021

Degrado Santa Margherita: parla il presidente dei residenti ora associati

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Intervista all’architetto Giovanni Leone, presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Do.VE – Dorsoduro Venezia, che riunisce i residenti di Santa Margherita.
Lo abbiamo interpellato dopo le proteste per i rumori, il degrado notturno, lamentato da chi vive nelle vicinanze del campo.
Che cosa si propone l’associazione per sensibilizzare i cittadini sui bisogni di Venezia? Come renderli consapevoli e partecipi?
“L’associazione si sforza di sensibilizzare le istituzioni non i cittadini che non hanno bisogno di essere sensibilizzati”.
“Noi ci parliamo, ci ascoltiamo e diamo voce a Venezia attraverso quella dei cittadini che sono Venezia!  I cittadini sono perfettamente consapevoli dei propri bisogni, delle contraddizioni e dei conflitti con cui si misurano quotidianamente, ma non hanno interlocutori, abbiamo davanti un muro impenetrabile di un’amministrazione che è troppo spesso controparte del cittadino mentre dovrebbe stare dalla sua parte, pronta a sanzionarlo per ogni cosa, il tavolino fuori della porta di casa, la pallonata del bambino, perché porta in barca un tavolino (a me personalmente la polizia locale mi ha detto che non potevo trasportare niente in barca, che l’imbarcazione da diporto serve solo a navigare per piacere nel tempo libero, ma che fa, scherziamo?)”.

Rispetto il problema specifico di Santa Margherita, come affrontare la presenza notturna dei giovani e come prevenire il degrado che le prime luci dell’alba mettono in risalto?
“Si dice che anche l’occhio vuole la sua parte, ma non dobbiamo fermarci all’occhio, come per la questione delle grandi navi che portiamo fuori dal nostro campo visivo ma sempre nella laguna a Marghera, mentre dovrebbero andare fuori dalla laguna. La questione non è il disastro che si trovano ad affrontare gli spazzini e i cittadini che si svegliano presto al mattino, il problema è la sera e la notte precedenti, quando i cittadini sono assediati in casa propria, costretti a convivere con l’inquietudine, altro che quiete pubblica!” 
Come tranquillizzare i residenti?
“Non facendoli sentire abbandonati”.
“La polizia viene chiamata ma non interviene. Noi residenti non abbiamo mai ceduto alla tentazione di difenderci, di fare un servizio di vigilanza di vicinato, confidiamo nelle forze dell’ordine e delle istituzioni che sono però assenti”.
“Qualche volta sono presenti ma non possono far niente, sono costretti ad allontanarsi perché sono pochi davanti a centinaia di persone in stato di ebbrezza: se è una condizione di rischio per agenti armati, che rischi corre il residente?”
“La soluzione che si propone quale è? Chiedere l’intervento dell’esercito? Militarizzare il territorio e lo spazio pubblico? Così, continuiamo ad intervenire sugli effetti ma non sulle cause che sono innanzitutto di carattere sociale e ci riguardano tutti, l’intera comunità, le famiglie, i singoli individui, giovani e vecchi, donne e uomini”.

Come valorizzare i rapporti umani fra residenti, turisti, come renderli compatibili e civili?
“Coinvolgendo tutti in un processo di rilancio del vivere civile e di uso consapevole dello spazio pubblico”.
“Il tema è quello della convivenza civile, che non si risolve affrontando i singoli aspetti separatamente e men che mai riducendolo a un problema di pulizia e decoro o di mero ordine pubblico, non basta criminalizzare i giovani (che sono effettivamente scalmanati), bisogna dar loro modo di esprimersi in luoghi e modi adeguati alle loro esigenze”.

Andreina Corso
07/10/2021

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

Data prima pubblicazione della notizia:

3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Idem , è una situazione vergognosa che va avanti da anni…..e probabilmente fa comodo ai molti (bar , baretti , baccari , etc) che nel degrado della città ci sguazzano…..aggiungiamo poi che questi futuri dottori-figli di papà , sono tutto tranne che civili e/o educati.

  2. …la Polizia viene chiamata e non interviene? Non sanziona? Non disperde la folla? E’ omissione d’atti d’ufficio e va denunciata così come , se nel caso, a polizia locale, il Sindaco e magari pure il Prefetto, se non fa nulla.
    Altrimenti non c’è giustizia e bisogna farsela da soli.
    “Troppi scalmanati per una sola pattuglia”? Che mandino i rinforzi in tenuta antisommossa.
    La parola convivenza civile, rispetto, educazione non sono più di questi tempi e queste generazioni, grazi ai genitori che le hanno viziate e all’impunità da parte delle istituzioni. E poi essere irrispettosi è … di moda.
    Infine, con 30 milioni di turisti all’anno ogni regola e convivenza civile sarà impossibile perché sono troppi e ci sarà sempre e solo caos.
    infine, i veneziani che vanno all’università in città sono un numero esiguo ormai, il resto viene da fuori: quindi creso si possa risolvere un po’ la cosa spostando le sedi universitarie a Marghera bonificando le aree industriali ed estendendo a sud il Parco di San Giuliano, così tutti saranno liberi di urlare ed ubriacarsi nei prati del parco senza togliere la vita a nessuno, e tra l’altro non ci saranno più gli affitti agli studenti anzichè ai residenti, nel centro storico.
    Prof. Fabio Mozzatto

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