Remember, ricordatevi di questo film

ultimo aggiornamento: 11/09/2015 ore 18:33

117

Remember, ricordatevi di questo film

Non è un capolavoro ma un grande e potente film si.
“Remember” ultima fatica dell’altalenante Atom Egoyan è puro Cinema. Con la C maiuscola.
Lo è, perché ha tutti gli ingredienti che una pellicola deve avere: trama solida, azione, sentimenti, un ottimo protagonista e i nazisti. Si, perché quando di mezzo ci stanno i nazisti, sbagliare film è difficile.

“Remember” parla di nazismo, parla di Shoah e lo fa dentro al tempo limite; con protagonisti ormai prossimi ai novantanni, che non dimenticano, non possono dimenticare. Christopher Plummer è un anziano ebreo di origini tedesche, emigrato in America alla fine della seconda guerra mondiale. Si è rifatto una vita, una famiglia.Ha vissuto accanto all’adorata moglie Ruth anche in casa di riposo e nonostante la memoria lo abbandoni, non può dimenticarla.


Con lui, l’amico Max, compagno di vecchiaia ma anche nella tragica esperienza di Auschwitz. Insieme sono sopravvissuti al campo di concentramento e insieme progettano un ultimo proposito di vendetta. Rintracciare il gerarca nazista che sterminò le loro famiglie, ormai anziano e residente negli Stati Uniti come loro. Max però non può essere operativo, la vecchiaia lo ha ridotto su una sedia a rotelle; guiderà l’amico da lì, nella ricerca del colpevole. Quattro persone infatti corrispondono al nome e cognome dell’SS.

Comincia così un viaggio attraverso l’America, in cui Egoyan ci mostra pregi e difetti del grande paese. Con le sue contraddizioni, in cui ad esempio è possibile acquistare una pistola presentando solamente la patente di guida. Come detto però, Zev (questo il nome del protagonista), soffre di demenza senile e i vuoti di memoria rischiano di fargli compromettere la missione. Max però ha pensato a tutto, a partire da una lettera che ricorda all’amico lo scopo del suo viaggio. Gli basta rileggerla per ricordare quel che serve.

Zev incontrerà molte persone lungo la strada, altri che hanno sofferto e vissuto la sua esperienza e chi invece ricorda con nostalgia la Germania nazista. Un uomo anziano che racchiude la memoria di qualcosa che non può e deve essere dimenticato. Proprio questo era l’obbiettivo del cineasta, impedire che le nuove generazioni non abbiano ricordi delle atrocità naziste. Iconico scegliere come simbolo di una così grande responsabilità, un protagonista con vuoti di memoria, che rischia lui stesso di essere oblio del messaggio.


Una pellicola che si trascina con qualche incoerenza lungo la visione ma che è come detto, cinema potente.

Mattia Cagalli

11/09/2015

Riproduzione vietata

TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ Mose e Acqua alta a Venezia
➔ Pensioni, le novità
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Please enter your comment!
Please enter your name here