Prima applicazione in Veneto del nuovo Decreto-Salvini: rimpatriato spacciatore tunisino

LA QUESTURA DI VENEZIA RIMPATRIA UNO SPACCIATORE NELL’ARCO DI 24 ORE. PRIMA APPLICAZIONE IN VENETO DELL’ESPULSIONE AGEVOLATA PREVISTA DAL DECRETO-SALVINI.

Ennesimo rimpatrio eseguito dagli uomini dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Venezia.

Ieri un cittadino tunisino, N.T, di 41 anni, è stato scarcerato dopo una reclusione di un anno e mezzo per spaccio di stupefacenti ed è stato accompagnato nella mattinata odierna direttamente nel paese di origine.

L’attività è stata organizzata in maniera certosina, sia burocraticamente che operativamente, dalla Squadra Espulsioni, attività agevolata anche dalla “fresca” normativa prevista dal Decreto-Salvini.

Il nuovo testo normativo, decreto-legge del 4 ottobre 2018, n. 113, infatti, prevede la possibilità di detenere amministrativamente negli uffici dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e negli Uffici della Frontiera su disposizione del Giudice di Pace lo straniero, sia prima che dopo l’udienza di convalida, per organizzarne il rimpatrio.
La Questura di Venezia ha così applicato per la prima volta nella Regione Veneto queste nuove disposizioni, preparando nell’arco di 24 ore dalla scarcerazione il ritorno in Tunisia del cittadino straniero: attività di identificazione e di pianificazione dell’udienza di convalida prima del fine-pena, e attività di vigilanza e di scorta internazionale dopo.

ESPULSO POI ANCHE UN KOSOVARO
Sempre nella stessa giornata di ieri l’Ufficio Immigrazione ha proceduto all’espulsione di un cittadino irregolare del Kosovo, K.V. del ‘68, che aveva manifestato l’intenzione di reiterare domanda di asilo al solo fine di non essere espulso. Prima del Decreto-Salvini la reiterazione della domanda di protezione internazionale bloccava la procedura di espulsione in attesa dell’ennesima decisione della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, autorizzando all’infinito la permanenza dello straniero sul territorio nazionale.

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