Preso il piromane delle auto dei vigili di San Donà, ha confessato: ce l’aveva con loro

ultimo aggiornamento: 15/10/2014 ore 08:43

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piromane san donò

Un’indagine caratterizzata da una efficace collaborazione e da un continuo scambio di informazioni.
Un’indagine iniziata l’11 settembre scorso, tra la compagnia dei Carabinieri di San Donà di Piave e il comando cittadino della Polizia Locale, dopo l’ormai noto incendio che ha danneggiato irrimediabilmente tre mezzi degli agenti e una vettura dei messi comunali.
L’11 settembre, infatti, qualcuno era entrato durante la notte nel cortile interno dello stabile dove ha sede il comando della polizia locale e aveva appiccato il fuoco a quattro autovetture di servizio, dopo averle cosparse di benzina.
L’indagine, alla fine, ha dato i suoi frutti: nel corso della notte ha portato all’arresto del responsabile dell’incendio doloso.
L’arresto è avvenuto dopo il secondo danneggiamento di un paio di giorni fa, che ha distrutto un fiat ducato, utilizzato come ufficio mobile.

L’attività investigativa è partita rispolverando tutti gli casi passati in cui gli agenti municipali, nello svolgere la propria attività istituzionale, erano stati coinvolti in forti contrasti con gli utenti. A tale attività si è affiancata anche un’opportuna azione investigativa di carattere tecnico, e la sinergia tra i due metodi investigativi stava dando alcuni riscontri, consentendo agli operatori di polizia giudiziaria di circoscrivere i sospetti.


Nella notte di domenica l’autore dei due episodi delittuosi è stato individuato e arrestato, poco dopo essere rientrato a casa, immediatamente dopo avere commesso l’ultimo grave reato.
Si tratta di Salvatore L., 49 enne originario di Milano, ma da molti anni residente a San Donà che, messo di fronte a tutti gli elementi di responsabilità emersi a suo carico, ha deciso di ammettere non solo quest’ultimo episodio, ma anche quello precedente dell’ 11 settembre.

Salvatore L. ha confessato di essere entrato nell’area di parcheggio dove sono custoditi i veicoli della Polizia Locale, attraverso un varco che si era procurato nella rete di recinzione, e di aver poi versato la benzina sui mezzi, appiccando il fuoco con uno stoppino ricavato con una carta di giornale arrotolata. Appena divampate le fiamme, ha inforcato la sua bicicletta per tornare verso casa, gettando in un cassonetto per i rifiuti la tanica che aveva utilizzato per trasportare la benzina, che aveva acquistato nel pomeriggio del giorno prima, al self service di un distributore del centro.

Il motivo del suo gesto è da attribuire a un profondo risentimento nei confronti del corpo di Polizia Locale cittadino, infatti, svariati sono stati gli episodi in cui si è visto contestare sanzioni al codice della strada. Non essendo in possesso di patente di guida, gli agenti avevano più volte contestato sanzioni amministrative, provvedendo anche a sequestrare i mezzi con i quali viaggiava, come previsto dal codice della strada. Di recente aveva anche aggredito due vigili, episodio per il quale si era guadagnato una denuncia in stato di libertà per violenza a pubblico ufficiale.


Per ultimo, proprio sabato pomeriggio, gli era stata notificata l’ultima sanzione amministrativa, circostanza in cui aveva reagito in malo modo. Lo stesso giorno, nel tardo pomeriggio, era stato visto transitare nei pressi del comando della Polizia Locale, circostanza che sommata ai restanti elementi ha fatto chiudere il cerchio su di lui.

Salvatore L., come disposto dal Pubblico Ministero che ha considerato la premeditazione e la possibilità che possa essere reiterato il reato, ora si trova ristretto alla casa circondariale di Venezia, misura detentiva confermata anche del Giudice delle indagini preliminari nel contesto dell’udienza di convalida dell’arresto che si è celebrata questa mattina nelle aule giudiziarie di Venezia.

Redazione

14/10/2014

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