Padova, vigile vince contro il Comune dopo 20 anni: avrà promozione e arretrati

Vigile vince la causa dopo 20 anni, avrà tutti gli stipendi non pagati: doveva fare vicecomandante, avrà quindi diritto a tutti gli arretrati e la cifra ammonta a 400 mila euro.

La storia. Vent’anni di stipendi mai percepiti da vice-comandante dei vigili urbani, posto che non ha potuto occupare per una ‘svista’ del Comune di Cittadella (Padova), e che adesso gli sono stati riconosciuti dalla giustizia amministrativa.

Orazio Camporese, vigile urbano padovano, si è visto dare ragione dal Tar del Veneto dopo venti anni di battaglie a suon di carte bollate.

La decisione dei giudici amministrativi, pubblicata nei giorni scorsi – scrivono ‘Il Corriere del Veneto’ e il ‘Mattino di Padova’ – ricostruisce il caso iniziato nel 1995 quando Camporese partecipò al concorso per vice comandante della polizia locale a Cittadella.

Orazio Camporese arrivò secondo. Ma quando, tre anni più tardi, nel 1998, il vincitore fu promosso a comandante, Camporese attese di essere chiamato per il posto di vice-comandante, rimasto vacante.

Nessuno invece lo chiamò, perché l’amministrazione di Cittadella non tenne conto della graduatoria, e fece un altro concorso interno.

Da lì iniziò la ventennale battaglia giudiziaria: primo ricorso al Tar, che impiegò 10 anni per dirsi incompetente; successivo passaggio al giudice del lavoro, che diede ragione a Camporese (1995), stabilendo che si doveva pescare dalla prima graduatoria.

Naturalmente il Comune presentò ricorso che investì la Corte d’Appello, la quale ristabilì, la competenza del Tar del Veneto.

Infine la sentenza di questi giorni, che ha riconosciuto le ragioni del vigile urbano, oggi 57enne.

Dovranno pagargli circa 400mila euro di stipendi mai ricevuti.

“Se è questa la cifra? Non l’ho decisa io – spiega Camporese – ma lo stesso Comune di Cittadella che, quando il giudice del lavoro mi diede ragione la prima volta, chiese la sospensiva sostenendo che la perdita della causa sarebbe costata 400 mila euro”.

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