Nuova tassa sulla casa: Trise al posto dell’Imu potrebbe costare 72% in più

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ministro lupi infrastrutture

La nuova tassa sulla casa continua a far discutere. Mentre il presidente del Consiglio si confronta sulla legge di Stabilità con il vicepremier Angelino Alfano e i ministri Dario Franceschini e Fabrizio Saccomanni, in Parlamento arriva l’allarme sulla riforma dell’Imu e il conseguente arrivo della Trise.

La nuova tassa sulla casa è al centro della manovra 2014 e dovrebbe servire per migliorare il Pil, ma da alcune proiezioni sembra che per i contribuenti le cose cambino in peggio.
Secondo l’Associazione dei costruttori edili l’arrivo della Tasi, la componente della Trise che copre i servizi indivisibili dei comuni, potrebbe generare nel 2014 un aggravio del carico fiscale fino al 72% sulla prima casa, nonostante l’eliminazione dell’Imu.

Questa proiezione viene calcolata ipotizzando l’applicazione dell’aliquota minima della Tasi, che è pari all’1 per mille, ma questa aliquota può essere alzata dai comuni fino al livello massimo dell’Imu (6 per mille sulla prima casa, 10,6 sulle altre abitazioni) più un altro un per mille (quindi 7 per mille sulla prima casa e 11,6 sulle altre).

Il governo sembra recepire la preoccupazione. «Presenterò degli emendamenti. Dovremo assolutamente migliorare la questione della casa, anche per recepire osservazioni giuste e corrette che stanno arrivando dalle associazioni e dal Parlamento» ha detto il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi.

Altre modifiche sarebbero necessarie alla manovra su pensioni e pubblico impiego, che vedono i sindacati sul piede di guerra.

Paolo Pradolin

[29/10/2013]

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